Sabato, 30 Maggio 2020
 
  
  
  
 
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Dal 3 giugno al via ai flussi turistici europei. Boccata d'ossigeno per l'intero comparto, ma basterà?

TropeaTropeadi Marco Borgese

Le tanto attese “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive” in Italia sono state emanate d’intesa tra Governo e Regioni. In un quadro turistico uniforme in tutto il territorio Italiano si procederà con la ratifica regionale per consentire la fase 2, con gli spostamenti all’interno della propria regione senza alcuna limitazione e autocertificazione, fino alla più vitale condizione 3 del via libera ai flussi turistici dall’Europa a partire dal 3 giugno. Uno scenario che ridarà una boccata d’ossigeno dopo il rallentamento dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha messo in ginocchio l’industria turistica italiana.

Ma basterà ripartire per mettere in moto la macchina della domanda turistica? Dal mercato giungono segnali negativi con un quadro generale delle prenotazioni pari a zero e la stagione estiva a rischio; le imprese turistiche-ricettive, specialmente stagionali, stanno valutano se riaprire in quanto sono consapevoli di una domanda limitata per la riduzione dei posti letto e dei coperti dovuta all’accoglienza dei turisti in sicurezza; una riduzione netta di fatturato potrebbe non garantire la copertura dei costi di gestione con il pericolo concreto di fallimento; la pandemia ha inciso profondamente sull’economia europea riducendo drasticamente i collegamenti e la disponibilità economica da dedicare alle vacanze e i potenziali turisti hanno anche paura di contagio.

Una preoccupazione giustificata che può essere superata dall’offerta turistica delle destinazioni, tra cui la Calabria, che sapranno promuovere servizi curati in maniera maniacale prevedendo di adottare ogni precauzione necessaria alla tutela della salute dei turisti. E l’allentamento progressivo delle restrizioni e dei controlli alle frontiere dal mese di giugno consentirà di ampliare i flussi turistici con gli europei che entreranno in Italia e non avranno l’obbligo di stare in quarantena. Un segnale positivo che arriva dalla Commissione Europea che ha diffuso le proprie linee guida con le indicazioni per viaggiare e accogliere i turisti in sicurezza, tanto da rappresentare una speranza per gli operatori turistici che contavano solo sul mercato domestico e di prossimità. Da tale decisione scaturirà l’ampliamento della distribuzione delle presente e i tour operator potranno puntare anche sull’incoming da Paesi che sono stati da sempre il principale mercato straniero in Calabria.

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I flussi turistici in Calabria pre Covid-19 – Gli operatori dell’industria turistica dovranno lavorare alacremente per recuperare le quote di mercato raggiunte nel 2019, che non saranno riconquistate prima del 2021, ovviamente senza altre ripercussioni dovute all’emergenza sanitaria da coronavirus, che rispetto al precedente anno ha fatto perdere fino a giugno circa 1,8 milioni di presenze, di cui 1,2 milioni di italiani e 600 mila stranieri, segnando una contrazione significativa della spesa turistica. Un crollo degli arrivi e delle presenze che potrà proseguire vista l’incertezza sulla fine della pandemia che ha colpito l’economia debole e strutturalmente fragile della Calabria che era basata principalmente sugli arrivi e sulle presenze del mercato italiano (78%) e dall’aumento consistenze delle presenze straniere negli ultimi anni (30%), con circa 1,8 milioni di arrivi e 9 milioni di presenze totali.

Uno stato di crisi che ridisegna le scelte del mercato turistico straniero e riposiziona le destinazioni italiane. In tal contesto la meta Calabria dovrà affrontare una nuova sfida per riappropriarsi dei 2 milioni di pernottamenti della componente estera che erano rappresentati maggiormente dai turisti tedeschi (circa 600 mila). Di contro, dei punti di debolezza della domanda, dati dal turismo di “prossimità” – i flussi dalla Campania, Puglia e Sicilia generavano circa 3,4 milioni di presenze - e “interno” – 900 mila pernottamenti dai residenti calabresi - alla regione, potranno essere di aiuto all’offerta calabrese per compensare le perdite e aumentare le economie regionali.    

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 Il ruolo fondamentale della Regione Calabria – Il presidente Jole Santelli ha firmato l'ordinanza sulle linee guida per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus che prevede la riapertura delle attività economiche e produttive condivise dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ed è impegnata con l’assessore al Turismo Fausto Orsomarso a scongiurare il collasso del comparto trainante dell’economia calabrese. Con l’avvio dell’unità di crisi si è subito puntato agli aiuti previsti dal piano “Riparti Calabria” e sono stati programmati una serie di confronti e conference call con i rappresentanti delle associazioni di categoria per programmare una serie di iniziative per fronteggiare l’emergenza economica causata dalla pandemia alle imprese del settore. La task force presieduta dalla presidente Santelli, oltre alle misure per la liquidità, punta a recuperare parte della stagione estiva 2020 prevedendo una ripresa graduale almeno a metà giugno, pianificando misure di sostegno di carattere nazionale ed europeo per consentire alle imprese del settore turistico e ricettivo di superare la crisi.

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Fortunatamente la destinazione turistica Calabria non ha avuto un indice di contagio elevato ed è una regione con la circolazione del virus pari allo zero, fattore di rilievo per la scelta delle mete per le vacanze. Certo, dobbiamo essere bravi a sfruttare questo elemento positivo per promuovere un “plus” al turista che vorrà godere di una vacanza più serena in una destinazione “Covid free”. Peraltro, anche il New York Times promuove e consiglia l'Italia tra le dieci destinazioni da scegliere per le vacanze "post Covid" e nel Belpaese la Calabria è tra le mete che non hanno risentito dei contagi da coronavirus. Oggi più che mai, gli operatori turistici privati devono fanno rete con gli Enti pubblici per ripartire utilizzando ogni strumento a disposizione per la promozione dell’offerta territoriale. Una piattaforma regionale da cui partire è data dal portale Turiscalabria.it, che può veicolare il “brand” di regione sicura per trascorrere ogni tipologia di vacanza grazie alla vitalità imprenditoriale e alle potenzialità turistiche della Calabria. Un utile strumento che deve puntare sull’innovazione per rendere facili e fruibili le prenotazioni online di pacchetti organizzati da operatori e professionisti del turismo, che di fatto potranno creare una piattaforma digitale pubblico-privata regionale di business turistico territoriale.

foto di Francesco Martorelli