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Treno della Sila, briganti e spettacoli... giù il sipario. Il futuro possibile con il gruppo FS italiane

trentrenSono trascorsi esattamente 10 anni da quel lontano febbraio 2014: proprio in questi giorni, un decennio fa, grazie alla disponibilità ed alla lungimiranza dell'allora Presidente di Ferrovie della Calabria Giuseppe Pedà e del Direttore Generale Giuseppe Lo Feudo, L'Associazione Ferrovie in Calabria lanciava il primo treno turistico sulla rete ferroviaria a scartamento ridotto calabrese dopo un lungo periodo di fermo della mitica locomotiva a vapore FCL 353.
In quella occasione, che sarebbe poi stata il 2 marzo 2014, si percorreva la tratta Cosenza - Rogliano: diverse iniziative analoghe vennero svolte fino al 2016, quando dopo lunghi anni di battaglie di sensibilizzazione e grande impegno della Dirigenza di Ferrovie della Calabria e dell'allora Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno della giunta Oliverio, veniva finalmente riattivato un tratto della Ferrovia Silana, da Moccone a San Nicola Silvana Mansio. Contestualmente veniva firmata una storica convenzione tra Ferrovie della Calabria ed Associazione Ferrovie in Calabria relativa all'organizzazione di treni turistici, considerata negli anni successivi come buona pratica nella gestione delle ferrovie turistiche, al punto da venire normata all'interno della Legge Nazionale sulle Ferrovie Turistiche.
Il resto è storia nota. O quasi. A distanza di 10 anni dal primo treno turistico sulla rete di Ferrovie della Calabria, infatti, la situazione relativa al Treno della Sila è tutt'altro che chiara, ma è soprattutto è estremamente preoccupante.
Il servizio risulta sospeso dallo scorso 4 febbraio, data di effettuazione dell'ultima corsa. Da allora neppure i numeri di cellulare dell'ufficio informazioni del Treno della Sila risultano più raggiungibili e - paradosso dei paradossi - stanno venendo presi d'assalto i numeri informativi della nostra Associazione, che - come i nostri followers avranno notato - da oltre 7 mesi non organizza più eventi con Il Treno della Sila. In comunicati stampa successivi, spiegheremo quanto accaduto nel corso del 2022 e parte del 2023, e parleremo delle segnalazioni inviate a mezzo PEC dalla nostra Associazione alla Regione Calabria ed al Presidente Occhiuto, rimaste ancora senza risposta.
Ma non è questa l'occasione: allo stato attuale, la nostra più grande preoccupazione è legata al futuro stesso del Treno della Sila.
Da oltre un anno, infatti, la tratta Moccone - San Nicola Silvana Mansio, è stata limitata a Camigliatello. Ciò, unito alla gravissima, inaccettabile (e passata sotto silenzio) perdita delle risorse per la riattivazione del tratto San Nicola Silvana Mansio - San Giovanni in Fiore, era già stato un segnale preoccupante. Avremo modo, in ogni caso, di approfondire anche su questo.
Adesso, come in realtà purtroppo prevedibile, il servizio risulta totalmente sospeso. Le motivazioni sembrerebbero legate a problematiche riscontrate sull'infrastruttura ferroviaria, che necessiterebbe di interventi urgenti di manutenzione. Ciò si deduce anche dal fatto che le corse non siano state programmate neppure con il locomotore Diesel Lm4 600, cosa che avrebbe fatto presupporre una problematica tecnica 'solo' alla locomotiva a vapore FCL 353.
Il servizio è semplicemente cessato, nessuno sa perché, e non giunge alcuna spiegazione al pubblico.
La recente visita ad una delle ultime corse del Treno della Sila, da parte dell'Assessore Regionale ai Trasporti Emma Staine, paradossalmente, è sembrato un triste commiato al Treno della Sila, un deja vu del 2009, quando la prima gestione del Treno della Sila cessava per lunghi anni.
In estrema sintesi, visto e considerato che né da parte dell'Assessore Staine, alla quale abbiamo più volte, invano, esposto le nostre preoccupazioni, né da parte di Ferrovie della Calabria giungono risposte e chiarimenti ufficiali ai calabresi, abbiamo ritenuto opportuno rendere pubbliche le nostre preoccupazioni. Preoccupazioni non nate ieri, ma da quasi due anni, e nelle prossime settimane sarà sicuramente utile e necessario discutere di quanto accaduto negli ultimi due anni, durante i quali peraltro la nostra Associazione è stata gradualmente esclusa dai rapporti con Ferrovie della Calabria. Esclusione diventata totale da parte dell'AU Ernesto Ferraro - e ciò è gravissimo - nel momento in cui la nostra Associazione è intervenuta sulla questione della 'scomparsa' della locomotiva a vapore FCL 502 da anni accantonata a Serrastretta. Una vicenda paradossale, ben lungi dall'essere realmente chiarita, che sarà anche questo argomento a sé stante.
In estrema conclusione, ci reputiamo a dir poco esterrefatti da come fino ad oggi il servizio del Treno della Sila sia stato gestito: basti pensare alle spese dissennate per tenere in piedi spettacoli briganteschi di pessimo gusto, che rappresentano la peggiore parentesi storica della nostra Terra e soprattutto relative ad un'epoca antecedente alla nascita delle Ferrovie Calabro Lucane, quindi totalmente fuori contesto storico. Spese, si specificava, passate sotto silenzio, mentre giorno dopo giorno la vera mission aziendale, ovvero il mantenimento dell'infrastruttura ed il recupero delle tratte non ancora attive - non solo turistiche -, che avrebbero portato ulteriore sviluppo al territorio, veniva e viene messa da parte.
Visto e considerato tutto questo, una vera svolta, l'unico modo per garantire un futuro e dignità al servizio turistico del Treno della Sila, garantire costantemente la manutenzione dell'infrastruttura sapendo inoltre utilizzare nel tempo le risorse necessarie alla riapertura dei 67 km di linea ferroviaria da Pedace a San Giovanni in Fiore (e non certo per realizzare piste ciclabili su parti del tracciato!), arriverà solo nel momento in cui la gestione di quella che ricordiamo essere una Ferrovia Turistica per legge nazionale, sarà trasferita a Rete Ferroviaria Italiana relativamente all'infrastruttura, ed a Treni Turistici Italiani relativamente al servizio. È superfluo approfondire le ovvie motivazioni: il gruppo FS Italiane ad oggi, con evidenza quotidiana, risulta l'operatore più importante ed efficiente relativamente allo sviluppo del turismo ferroviario italiano, ed al recupero delle linee ferroviarie e del materiale di interesse storico. Ricordiamo che grazie al forte impegno della nostra Associazione che ha favorito l'avvio di rapporti tra Ferrovie della Calabria e l'Ing. Vittorio di Giacomo, sono stati trasferiti in Calabria, da Roma, storici rotabili salvati dalla demolizione dall'Ing. Di Giacomo negli anni '70: dalle Emmine, alle vetture a terrazzini alla locomotiva FCL 358, va evitato ad ogni costo il rischio di abbandono o cessione 'alla buona' di materiale rotabile storico, peraltro automaticamente tutelato dalla Soprintendenza. La preservazione ed il recupero di essi, visto il recente trascorso, solo il gruppo FS Italiane attraverso Fondazione FS Italiane, può essere in grado di garantirlo.
Ciò, non di meno, sarebbe l'ultima occasione per valorizzare seriamente le enormi competenze e la passione delle maestranze di Ferrovie della Calabria che in questi anni, tra mille difficoltà e sacrifici personali, sono riuscite a garantire sia la complessa manutenzione della locomotiva a vapore FCL 353 e delle vettore storiche, che la condotta dello stesso Treno della Sila.
Alla luce di ciò, auspichiamo un intervento diretto della deputazione regionale e nazionale, oltre all'autorevole intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinchè l'infrastruttura di interesse turistico tutelata dalla Legge 128/2017 possa celermente essere trasferita nelle competenze del Gruppo FS Italiane.
Comunque vada, speriamo di essere ancora in tempo, per non perdere il treno. È proprio il caso di dirlo.
 
Associazione Ferrovie in Calabria