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Occupazione, Scilari: "Mai più costretti a scappare dalla nostra terra per trovare lavoro"

Siclari MarcoSiclari Marco«La nostra è una terra benedetta da Dio, racchiusa tra mare e montagna, e non possiamo mai più permettere che uno dei nostri figli sia costretto ad abbandonarla per trovare lavoro e costruirsi una vita dignitosa lontano da qui. Mai più».

Con questo inno alla sua terra, alla sua provincia di Reggio Calabria, il candidato al Senato della Repubblica Marco Siclari, ha lanciato l’ultimo messaggio d’amore di questa campagna elettorale. Nessuno slogan o promessa, solo un impegno: «Esserci, sempre. Lo devo a quanti decideranno di darmi la loro fiducia, a quanti crederanno in me. Il mio impegno sarà a 360° per una terra dalle potenzialità enormi che merita una seconda opportunità. Per i suoi figli che meritano di restare a casa, di creare una famiglia senza scappare in cerca di fortuna. Non ci manca niente, forse a mancare in questi anni è stata la volontà politica».

Dopo aver esaminato nel dettaglio le tante emergenze che affliggono il territorio, Siclari chiude la campagna elettorale guardando alla vera piaga di questa terra: la disoccupazione.

«Abbiamo gli strumenti per occuparci dello sviluppo occupazionale in modo concreto, sta a noi saperli sfruttare. A livello di Governo centrale saremo agevolati dall’introduzione della Flat Tax che consentirà agli imprenditori di avere notevoli risparmi portando le tasse al 23% e, di conseguenza, di poter effettuare ulteriori investimenti e, dunque, creare nuovi posti di lavoro. Ma serve senza dubbio guardare al territorio e a quelle potenzialità intrinseche che, se espresse nel modo adeguato metterebbero in moto la più grande e produttiva industria europea, il turismo».

Ha le idee chiare, Siclari, sul percorso da intraprendere per rilanciare il territorio e farlo sviluppare attraverso le ricchezze già presenti.

«Non dobbiamo inventare nulla. Dalle bellezze naturali e paesaggistiche, passando per i beni architettonici e siti archeologici, per finire ai prodotti tipici e filiera agroalimentare, senza tralasciare la pesca e l’ittiturismo. Il mondo intero ci invidia quello che fino a oggi non siamo riusciti a far decollare ed esportare. Da qui dobbiamo incominciare perché mettendo in moto l’economia del turismo i posti di lavoro triplicherebbero e nessuno dovrebbe più lasciare questa provincia, anzi, da fuori verrebbero a cercare fortuna in Calabria. Dobbiamo puntare alla destagionalizzazione del turismo passando da 20 giorni l’anno di turismo ad almeno 10 mesi. Lo so, può apparire un sogno ma non è così. Saper presentare il nostro territorio rappresenta quello slancio iniziale necessario per poi pretendere dal Governo l’aiuto essenziale per risolvere anche le altre emergenze, come i trasporti, le infrastrutture e la viabilità. La nostra è una Ferrari che, una volta avviata, avrà la benzina necessaria per vincere le sfide più ardue. Una su tutte quella relativa all’occupazione che si lega inevitabilmente anche alla migrazione sanitaria poiché, sconfiggendo questa piaga aumenterebbero notevolmente anche i posti di lavoro in ambito sanitario».

È un grido di riscatto quello lanciato a pochi giorni dal voto, un appello ai suoi cittadini a non perdere l’occasione di invertire realmente e concretamente la rotta.

«L’obiettivo è creare nuova e sana occupazione e questo non potrà che passare da un porto, quello di Gioia Tauro, che può e deve tornare a sfruttare tutte le sue potenzialità. Con lo sviluppo del retro porto e l’incremento dei volumi di traffico merci, i posti di lavoro persi in questi anni di politica assente, potrebbero non solo essere recuperati ma, addirittura aumentati. Anche in questo caso parliamo di qualcosa che già esiste e che oggi sfrutta solo il 10% del suo potenziale. Per non parlare dei porti di Reggio e Villa San Giovanni, per i quali basterebbe spostare gli approdi a sud (zona Bolano) per ottenere non solo una migliore qualità dell’aria, eliminando il traffico dei mezzi pesanti dal centro città, ma soprattutto, la riconversione degli stessi in porti turistici».

Questa la ricetta di Siclari per rialzare un territorio per troppo tempo lasciato in balìa di una politica degli annunci che vuole invece diventare concreta. Il Senato e, da lì, il Governo di centrodestra saranno il luogo privilegiato di questa rinascita.

Marco Siclari, riceviamo e pubblichiamo