Sabato, 4 Aprile 2020
 
  
  
  
 
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Washington: riconosciuto dalla figlia il suonatore melioto registrato da Lomax nel 1954

Giovanna Arlotta a Melia 1Giovanna Arlotta a Melia 1Una piccola buona notizia per la borgata di Melia. Il suonatore di tamburello fotografato da Alan Lomax il 25 luglio del 1954 ha finalmente un’identità. Si tratta di Domenico Arlotta, confermando il dato dell’archivio statunitense, ed è stato riconosciuto dalla figlia settantunenne  abitante a Villanova d’Asti.

«Per me è stato molto toccante, avevo cinque anni quando è stata scattata quella foto e rivedere mio papà così giovane, dopo quasi trent’anni da quando è scomparso mi ha fatto tornare bambina – spiega una commossa Giovanna Arlotta, durante un’intervista telefonica – Mio papà alla fine degli anni Cinquanta è venuto qui in Piemonte per fare il muratore e dopo qualche anno ad inizio anni Sessanta ci siamo trasferiti qui con tutta la famiglia. Ma la mia Melia l’ho sempre nel cuore».

La figlia ha ricordato come suo papà suonasse accompagnato dagli zii a tutti i matrimoni di quella Melia del secondo dopoguerra, dove per fare festa bastava riunirsi attorno ad una zuppa calda di fagioli al suono della tarantella. E poi la partenza per il nord, Giovanna aveva sette anni, ed  nella sua famiglia non suona più nessuno, ma segue tutti gruppi folk che salgono in Piemonte per esibirsi.

«Oggi ho settantuno anni e ho molto da raccontare, come quella volta che mia sorella Franca, di cui mio papà era gelosissimo come per tutte le sue figlie, una sera andò di nascosto a cantare per il matrimonio di mio cugino. Franca aveva una voce bellissima e mio padre si accorse di queste serenate notturne perché al mattino dopo era rimasta senza voce – conclude Giovanna Arlotta – Ricordi tanti, ma ancora la fortuna di sorprendermi ed essere felice. Ho imparato ad usare facebook ed è tra le cose più veloci che abbia mai visto. Lì ho trovato una mia parente emigrata in Australia che qualche hanno fa ho potuto così rincontrare qui ad Asti. E pure questa foto di mio papà, l’ho scoperta una mattina girando nei gruppi, dove mi tengo informata su come stanno i miei compaesani rimasti a Melia».

Francesco Ventura