Continua a preoccupare l’intera area della Costa Viola la decisione del colosso Edison SpA di costruire un mega impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio ad alta flessibilità a Favazzina di Scilla. Per fermare la minaccia che l’impianto rappresenta per tutta l’area coinvolta nel progetto, si è costituito il Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola che sta organizzando incontri nei comuni interessati. Sulla questione ha presentato un’interrogazione scritta Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale, chiedendo alla Regione quale posizione politica intenda assumere sul progetto e in che modo pensi di coinvolgere i territori. Deludente la risposta, secondo Ranuccio: «La Regione evidenzia che la procedura autorizzativa è in capo allo Stato – spiega il vicepresidente – e che è attualmente in corso la Valutazione di Impatto Ambientale. Tutto corretto, ma politicamente insufficiente».
Dopo le frane e i distacchi di massi sulla SS 18, causati dalle intense piogge e dall’instabilità del versante, il Comitato ha evidenziato la necessità di una valutazione rigorosa e aggiornata del rischio idrogeologico, cumulativo e sismico; l’adozione del principio di precauzione nella pianificazione infrastrutturale ed energetica; la considerazione di alternative tecnologiche meno impattanti e più resilienti. «Riteniamo – spiegano gli attivisti –che il ministero dell’Ambiente, attraverso la propria Commissione VIA, debba tener conto di questi nuovi e ripetuti “eventi estremi” che stanno interessando la nostra regione nella valutazione di progetti invasivi come quest’impianto». (t.f.)

