Il colore delle emozioni: la mostra artistica di Antonio Persico al Rione Macello di Palmi

C’è voluta la determinazione del Comitato di Quartiere Rione Macello per convincere Antonio Persico a compiere un passo che non aveva mai voluto fare: esporre i propri quadri al pubblico. Il 29 e il 30 agosto, la sede del Comitato in Piazzale Macello si è trasformata in uno scrigno di luce, rivelando un talento che per vent’anni era rimasto chiuso nella sfera della vita  privata dell’ artista. Il percorso di Antonio Persico è di un uomo che ha ritrovato le sue radici attraverso la pittura. Napoletano di origine, ha vissuto per 35 anni in Lombardia prima di scegliere, per amore, la Calabria come sua seconda casa. La sua è una formazione maturata in sette anni di studi all’Accademia di Brera, dove ha approfondito la pittura e il disegno di figura. Un percorso quasi completato, interrotto solo all’ultimo anno per un trasferimento lavorativo, ma che ha lasciato un segno ben evidente nella propria tecnica artistica. «Mi sento ormai calabrese», racconta l’artista, confessando quanto il mare gli sia mancato durante i decenni trascorsi al Nord. Oggi, quel mare e in particolare le zone della Marinella e dello Scoglio dell’ Ulivo sono protagoniste assoluto delle sue tele. Per Persico, dipingere non è solo riprodurre un paesaggio, ma catturare un istante irripetibile. La sua predilezione va alle prime ore del mattino, quando la mente è riposata e la luce è più “proficua”. È affascinato dalla metamorfosi della natura: «Qualsiasi soggetto mi stimola: quanto più li trovo difficili da rendere, tanto più dico che fa per me. Per esempio la roccia… l’ho fatta in tutte le salse e poi ho scoperto come variano i cromatismi dalla mattina al pomeriggio, quando il sole trasforma completamente quelle rocce. Ogni momento del giorno è un registro cromatico diverso e quindi mi stimola molto.», spiega l’artista, descrivendo come il sole riesca a trasformare completamente la resa delle rocce tra il mattino e il pomeriggio.

Più un soggetto è difficile da rendere, più Antonio si sente stimolato: che siano i tronchi contorti degli ulivi o le scogliere che sentiva descrivere fin da ragazzo, la sua pittura cerca di “onorare” questa terra che lo ospita da vent’anni. La versatilità è un altro tratto distintivo della sua pittura. Pur prediligendo l’olio per la sua plasticità, Persico rifiuta di “atrofizzarsi” in un unico stile. La sua arte sperimenta diversi supporti;  dipinge su pietra, decora sottopentole e infornapizze, seguendo l’ispirazione del momento. Accanto ai pennelli, coltiva anche la passione per la scrittura, definendo le sue parole come “semi” piantati negli anni della scuola che continuano a germogliare. L’emozione dell’artista per il successo della mostra è palpabile, ma è nelle parole del Presidente del Comitato Rione Macello, Vincenzo Parisi, che si coglie l’ orgoglio e il senso profondo dell’organizzazione di questo evento:  «Ho conosciuto Antonio e insieme agli altri membri del comitato abbiamo voluto fortemente organizzare questa sua mostra. Lui non ha mai voluto esporre i suoi quadri. Sono felice e contento di riuscire a fargli fare questa mostra. Era il minimo che potessi fare dopo quello che ho visto». Quella di Piazzale Macello non è stata solo una mostra, ma l’abbraccio di una comunità a un artista che, dopo tanto tempo, ha deciso di condividere la bellezza che i suoi occhi hanno saputo cogliere tra gli scorci di Palmi.

Jessica Malagreca 

Related Post