Storia a scuola: ecco le novità 2026. Da settembre cambia l’insegnamento della storia. Le novità tra pensiero critico, narrazione storica e tecnologie digitali

Abbiamo sentito il Prof. Saverio Verduci, storico e docente di materie letterarie presso l’I.C. De Amicis-Bolani della città dello Stretto

Professore quali saranno le novità a settembre che interesseranno l’insegnamento della Storia”:

“Negli ultimi anni il sistema scolastico italiano è stato interessato da un processo di riforma volto ad aggiornare i programmi di insegnamento e a rinnovare le metodologie didattiche. In questo contesto il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha approvato Nuove Indicazioni nazionali per il curricolo, destinate alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo e secondo grado. Queste nuove linee guida, formalizzate con il Decreto ministeriale 9 dicembre 2025 n. 221, entreranno progressivamente in vigore a partire dall’anno scolastico 2026-2027, sostituendo il modello precedente del 2012 e rappresentando il nuovo riferimento pedagogico per la progettazione didattica delle scuole italiane. All’interno di questo quadro di riforma, l’insegnamento della storia assume un ruolo centrale nella formazione culturale e civica degli studenti, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza storica, spirito critico e comprensione del presente. Le Nuove Indicazioni nazionali costituiscono infatti, il documento di riferimento che orienta i curricoli scolastici. Esse definiscono gli obiettivi di apprendimento, le competenze attese e i principi pedagogici che devono guidare l’attività didattica dei docenti. La riforma prevede un’introduzione graduale: le nuove disposizioni saranno applicate inizialmente alle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado e successivamente estese agli anni successivi.

Uno degli obiettivi principali è rafforzare il profilo culturale della scuola italiana attraverso il recupero delle conoscenze fondamentali e una maggiore attenzione alla formazione storica e civica degli studenti. La storia, insieme all’italiano e alle altre discipline umanistiche, viene ulteriormente quindi riconosciuta come materia fondamentale per la costruzione dell’identità culturale e per la comprensione dei processi sociali e politici del mondo contemporaneo. Secondo le Nuove linee guida, la storia non deve essere intesa soltanto come una successione di eventi e date, ma come una disciplina capace di spiegare il rapporto tra passato, presente e futuro. Le principali finalità dell’insegnamento della storia sono:sviluppare la capacità di comprendere i cambiamenti nel tempo,favorire la formazione del pensiero critico,promuovere la consapevolezza delle radici culturali e civili della società,aiutare gli studenti a interpretare la realtà contemporanea. La storia viene dunque presentata come “scienza degli uomini nel tempo”, cioè una disciplina che studia le vicende umane nel loro sviluppo storico e sociale. In questo senso lo studio del passato diventa uno strumento fondamentale per comprendere i fenomeni del presente e per sviluppare una cittadinanza consapevole. Uno degli aspetti più importanti della riforma riguarda il rinnovamento delle metodologie didattiche. Le Nuove Indicazioni sottolineano la necessità di superare una didattica puramente nozionistica basata sulla memorizzazione di date ed eventi. La nuova didattica della storia privilegia inveceun apprendimento attivo e partecipativo,il racconto storico come strumento di comprensione,la contestualizzazione degli eventi nel loro quadro sociale e culturale, il collegamento tra storia locale, nazionale e globale.

In questa prospettiva l’insegnante assume il ruolo di guida culturale, mentre lo studente diventa protagonista del processo di apprendimento. Le Nuove linee guida attribuiscono inoltre grande importanza alla dimensione narrativa della storia. L’insegnamento deve presentare gli eventi storici come un racconto coerente delle vicende umane, capace di suscitare interesse e partecipazione negli studenti. Attraverso la narrazione storica infatti – a mio avviso – è possibile comprendereil contesto in cui si sviluppano gli eventi,le cause e le conseguenze dei fenomeni storici,il ruolo dei protagonisti della storia. La narrazione non deve tuttavia sostituire l’analisi critica, ma rappresentare il punto di partenza per una riflessione più approfondita sui processi storici. Un altro elemento innovativo delle Nuove linee guida è l’introduzione delle tecnologie digitali nella didattica. La scuola è chiamata a integrare strumenti comepiattaforme digitali,archivi online,risorse multimediali,applicazioni di realtà virtuale e aumentata. Un’altra novità assoluta riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale che viene considerata come una possibile risorsa didattica, purché utilizzata con equilibrio e spirito critico. Questi strumenti possono rendere lo studio della storia più dinamico e coinvolgente, favorendo la visualizzazione di eventi, luoghi e processi storici.

Le Nuove Indicazioni pongono particolare attenzione al rapporto tra storia e formazione civica. Lo studio del passato è infatti considerato fondamentale per comprendere i valori democratici e le istituzioni della società contemporanea. Secondo la riforma infatti, la storia deve contribuire asviluppare il senso di appartenenza alla comunità, conoscere le radici culturali dell’Europa,comprendere i principi della convivenza civile. In questo quadro viene valorizzata anche la conoscenza della tradizione culturale europea e occidentale, considerata parte essenziale della formazione degli studenti. Allo stesso tempo la didattica deve promuovere il rispetto delle diversità culturali e la comprensione dei processi di globalizzazione. Nella prospettiva delle Nuove linee guida il docente assume un ruolo fondamentale nel processo educativo. L’insegnante non è soltanto trasmettitore di contenuti, ma diventa progettista di percorsi didattici e facilitatore dell’apprendimento. Il docente è chiamato aprogettare attività interdisciplinari, utilizzare metodologie didattiche innovative, favorire il dialogo e la partecipazione degli studenti, guidare l’analisi critica delle fonti e delle interpretazioni storiche. Le scuole, grazie alla loro autonomia didattica, potranno adattare i curricoli alle specificità del territorio e alle esigenze degli studenti. Le Nuove Indicazioni nazionali hanno suscitato un ampio dibattito nel mondo della scuola e tra gli studiosi di pedagogia.

Alcuni osservatori hanno espresso preoccupazioni per il rischio che le linee guida possano influenzare l’impostazione culturale dell’insegnamento della storia e limitare in parte l’autonomia didattica degli insegnanti. Altri invece ritengono che la riforma rappresenti un’opportunità per rafforzare la qualità dell’istruzione e valorizzare lo studio della storia come disciplina fondamentale per la formazione dei cittadini. Il confronto tra queste diverse posizioni dimostra quanto l’insegnamento della storia sia un tema centrale nel dibattito educativo contemporaneo”.

Redazione CVNEWS

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