BAGNARA CALABRA Virginia Parisi (FI): “la farsa della politica bagnarese”

LE DIMISSIONI NON CANCELLANO LE RESPONSABILITÀ

Ai cittadini di Bagnara bisogna dire le cose con chiarezza: lo sfascio politico e amministrativo di questa esperienza di governo non può essere scaricato soltanto sul sindaco. Chi ha fatto parte della maggioranza, condiviso le scelte e sostenuto l’amministrazione deve assumersi la propria responsabilità politica.

Non basta dimettersi e parlare di pacificazione per presentarsi alla comunità come estranei a quanto accaduto. I cittadini ricordano chi ha governato, chi ha votato e chi ha difeso questo percorso. Le dimissioni interrompono un incarico, ma non cancellano il ruolo avuto durante il mandato.

Il sindaco ha la responsabilità della guida dell’amministrazione. Ma chi lo ha sostenuto non può oggi raccontarsi come semplice spettatore del fallimento. Ognuno deve rispondere delle proprie decisioni, dei propri voti e delle posizioni assunte.

È troppo comodo attribuirsi i risultati positivi e lasciare agli altri il peso degli errori. Non si può dire “questo l’ho fatto io” quando c’è un merito da rivendicare e “è tutta colpa del sindaco” quando bisogna spiegare ciò che non ha funzionato.

Se qualcuno pensa davvero di poter sostenere entrambe le versioni, siamo davanti a un racconto autoassolutorio, (egodistonico)profondamente contraddittorio e distante dalla realtà. Una ricostruzione che pretende di salvare la propria immagine facendo dimenticare ai cittadini le responsabilità condivise.

Anche la pacificazione richiede serietà. Non basta invocarla: bisogna riconoscere gli errori, chiarire le ragioni delle rotture e rispondere alle domande della comunità. Chiedere conto dell’operato di chi ha governato è un diritto dei cittadini e un dovere dell’opposizione.

Chi oggi lascia dovrebbe spiegare quali scelte contesta, da quando le contesta e perché ha continuato a sostenere l’amministrazione fino a questo momento. È su queste risposte che si misura la credibilità di una presa di distanza.

E chi annuncia di voler portare altrove il contributo maturato in questa esperienza deve prima rendere conto del bilancio politico che lascia a Bagnara. Quale contributo intende offrire, se non chiarisce prima il proprio ruolo nella crisi di cui oggi prende le distanze? Una nuova collocazione politica non può diventare il modo per sottrarsi al giudizio sul proprio operato.

Bagnara non è una parentesi da chiudere mentre si prepara il prossimo progetto. Qui restano i cittadini, i problemi irrisolti e le conseguenze delle scelte compiute.

Per questo serve un’assunzione pubblica di responsabilità da parte di tutti coloro che hanno condiviso il governo della città. Le responsabilità personali possono essere diverse, ma devono essere spiegate con onestà.

Dimettersi è una scelta. Rispondere del proprio operato è un dovere. E la comunità di Bagnara merita verità e rispetto, anche da chi oggi decide di andarsene.

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