Parlare di arte e tessitura insieme è possibile, ed è ancora più facile e sintetico quando si tratta di Maria Grazia Spataro, artista rosarnese, che in un solo ambiente, non solo geografico ma anche, e soprattutto, intimistico: disegna, inventa, cuce, colora, tesse, esprime il suo essere in tutto ciò che realizza. Diplomata in Maestro ceramista e arti applicate, presso l’Istituto d’Arte di Palmi, dal 1999 faparte dei soci fondatori e delle socie fondatrici dell’Associazione Artisti Medmei, una delle primissime e importanti Associazioni culturali della città di Rosarno, che hanno promosso l’arte medmea e ne hanno concretizzato la visione in lodevoli iniziative quali mostre e concorsi. Per definire Maria Grazia Spataro come artista servirebbe un’espressione come “a tutto tondo”. E la definizione a tutto tondo non è forzata o casuale, è dovuta ad una maturità artistica completa. Inizia come pittrice astrattista, in immagini pittoriche attraverso i cerchi tira fuori forme in movimento e da qui le attribuiscono il titolo di “maestra del colore”, aggiungendo un filo di unione con l’aldilà, perché nei suoi quadri escono fuori volti non voluti. Le sue opere si trovano in tutta Italia e persino all’estero.
Non si ferma alla pittura, e lavorando l’argilla diventa riproduttrice delle cosiddette testine medmee, che rievocano sia la leggenda della ninfa Medma sia le tante testine ritrovate nella stragrande maggioranza degli scavi archeologici presso il territorio di Rosarno. Nel 2020 scopre l’arte della tessitura e se ne appassiona profondamente. Il suo battesimo artigianale e artistico è dato dalla tessitura di tipo neolitico, in seguito inizia a tessere con i telai a pedali, realizzando delle opere tessili nuove e moderne. E nella sua culla familiare, nella sua casa di telai ve ne sono ben sei! Tanto si lascia affascinare da questa arte antica che cerca, amplia le sue conoscenze, sperimenta sempre più. “La mia tecnica si sviluppa attraverso tanti fili che si intrecciano insieme, proprio come si fa per costruire la nostra vita,in modo regolare e mettendo ogni filo al posto giusto, così come faccio anche nei miei quadri.” Risponde così l’artista rosarnese quando le si chiede se vuole dare una definizione della sua arte tessile, una risposta che coniuga vita interiore e manifestazione artistica esteriore.
Guardandosi intorno in quello che è il suo laboratorio, il suo dove artistico, si avverte e si coglie un intenso profumo di religiosità, misto all’odore dei filati, delle stoffe, dei fili pregiati e comuni. I volti non voluti delle iconografie astratte, la tecnica dei fili ordinati, i sorrisi medmei dell’artista Spataro sono frutto e si nutrono di questa religiosità diffusa, sparsa nei suoi luoghi, nei suoi sentieri, che sono soprattutto interiori. L’arte tessile di Maria Grazia ricorda in questo cammino artistico e storico le mani solide, capaci ed esperte delle antiche donne medmee, di quelle figure ancora visibili attraverso gli occhi della memoria di chi ama la propria terra e le sue testimonianze. Ciò a cui si ispira l’artista rosarnese è proprio questo, un terreno costituito di storia e sapere, per maturare oltre, per crescere e sperimentare una tecnica materica come risultato di uno studio personale che sappia sintetizzare pittura, ceramica, tessitura e creatività unica.
Caterina Restuccia

