BAGNARA CALABRA Bilancio comunale, Giuseppe Careri replica alla Vicesindaco

Dispiace che la Vicesindaco, di cui apprezzo moderazione ed apertura al confronto, continui a parlare di letture distorte, di dati decontestualizzati, di strumentalizzazioni politiche, rimarcando come una corretta lettura dei bilanci comunali presuppone competenze tecniche specifiche che evidentemente lei ritiene risiedano solo all’interno del Palazzo tra funzionari e amministratori e non anche tra noi cittadini comuni. Convinta lei…

Qui mi preme evidenziare come proprio tale reclamata corretta letturadei dati del bilancio comunale smentisce invece,ancora una volta,i proclami che nel comunicato pubblicato da questo giornalela Vicesindaco pretende di spacciare come verità che verità però non sono come dimostrano appunto i numeri.

Capisco che adesso si entra nello specifico tecnico e che forse ciò potrebbe annoiare i lettori, ma non posso fare a meno di rispondere ancora una volta con cifre e dati alla mano. Vado per punti.

La Vicesindaco sostiene che l’aumento spropositato dei residui attivi è dovuto essenzialmente allareimmissione in bilancio dei crediti antecedentemente stralciati dopo il dissesto. NON E’ VERO. Il grafico riproposto qui sotto dimostra infatti che la crescita dei residui è costante nel tempo e raggiunge un picco nel 2023 (anno appunto dellareimmissione dei crediti stralciati post dissesto) per poi scendere nuovamente nel 2024 ma riposizionandosi su un valore piu’ alto del 2022 e quindi confermando la tendenza verso una crescita costante, progressiva ed esponenzialmente notevolissima, quasi da primato nazionale per gli enti locali. Il Comune di Bagnara incassa poco.

La Vicesindaco sostiene che l’aumento della spesa è dovuta essenzialmente ai pagamenti verso i creditori del periodo pre dissesto, pagamenti disposti dai commissari liquidatori per circa 3 milioni di euro. ANCHE QUESTO ASSUNTO NON RISULTA VERO, in quanto la spesa corrente come dimostra il grafico in questione è in costante crescita dal 2016, raggiunge un picco notevole nel 2023 proprio a causa del pagamento dei predetti 3 milioni, ma poi scende di nuovo attestandosi comunque su un livello superiore al 2022, confermando pertanto la tendenza alla crescita costante.

La vicesindaco sostiene che l’attività di accertamento ha determinato un aumento fisiologico delle riscossioni interpretandolo come un segnale di un ritorno alla piena operatività dell’Ente. La realtà è che da sempre, come dimostra il grafico qui di seguito relativo solo alle entrate tributarie, gli accertamenti di competenza (linea blu) seguono un andamento altalenante che potrebbe essere interpretato come una scarsa capacità organizzativa dell’ente. Nel 2017 erano infatti oltre 5 milioni i crediti accertati, nel 2024 sono invece poco piu’ di 4 milioni. Il problema è che nonostante l’aumento altalenante degli accertamenti  sia in termini assoluti che percentuali gli incassi di competenza si mantengono costanti come dimostra anche la linea di tendenza (linea marrone tratteggiata) del grafico riportato qui sotto. E cioè si continua ad incassare sempre poco.

Ma poiché il problema serio sono veramente i residui attivi, la Vicesindaco si è mai chiesta che percentuali di incasso si hanno sui crediti passati? La tabella dimostra che la capacità di riscossione sui crediti attivi è veramente risibile e proporzionalmente al loro aumento in termini assoluti è decisamente diminuita nel tempo la capacità di riscossione in termini percentuali che oggi si attesta per i soli residui tributari al 7.50%. E cioè recuperiamo poco o niente di quanto la gente non paga e pertanto è plausibile pensare che quella montagna di soldi “residui” non la incasseremo mai rendendo pertanto fragili presupposti su cui si fonda l’equilibrio di bilancio formalmente raggiunto ogni anno.

Conclusioni

Le analisi dei dati aggregati dimostrano che negli anni post dissesto gli incassi si mantengono piu’ o meno costanti  nonostante l’aumento degli accertamenti. La spesa intanto cresce parallelamente e dal 2019 il bilancio di esercizio è costantemente in negativo (da 6 anni spendiamo annualmente di piu’ di quanto incassiamo) ed infatti sono cresciuti costantemente anche i residui passivi, ovvero i pagamenti verso i fornitori terzi che l’amministrazione non riesce ad effettuare negli anni di competenza e deve rinviarli agli anni successivi.

La Vicesindaco ci dice che il Fondo dei crediti di dubbia esigibilità copre al momento i residui passivi (debiti verso fornitori terzi oggi pari acirca 6 milioni) e che pertanto loro si sentono al sicuro. Sicuri? E il contenzioso lo avete calcolato? Ci sapete dire a quanto ammonta il rischio soccombenza? Possibile che bastino le 150 mila euro stanziate nell’ultimo bilancio? E il milione e 300 mila euro, per esempio,  che il Tribunale ha riconosciuto alla Sorical in primo grado, se confermato negli altri gradi di giudizio come pensate di pagarlo?  Forse con altri prestiti con le banche o con altra anticipazione di liquidità, ovvero con ulteriori pesanti vincoli al bilancio e quindi con un ulteriore aggravamento dello stato di indebitamento complessivo dell’ente?

Vicesindaco, lei lo sa che per andare in predissesto tra gli indicatori di bilancio, tra l’altro da lei citati nel comunicato, ce ne manca uno solo (ne abbiamo già tre) e che la potenziale sofferenza di liquidità con l’emergere di spese non previste o peggio ancora non calcolate  (come appunto le spese processuali) ci assegnerebbe il quarto indicatore che ci manca? E lei parla di bilancio solido? Contenta lei, tanto male che vada voi continuerete a spendere e a non preoccuparvi di come migliorare la riscossione, tra un anno e mezzo andrete via (se non rieletti) e magari il fardello passerà nelle mani dei futuri amministratori comunali.

Con immutata stima personale

Giuseppe Careri

 

 

 

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