Progetto di realizzazione di un mega impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio dell’acqua del mare (pompaggio puro) denominato “Favazzina” da parte di Edison S.p.A. nei Comuni di Scilla e Bagnara Calabra (Reggio Calabria) e forti preoccupazioni ambientali e sociali.
Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
• Il progetto promosso da Edison S.p.A. prevede la realizzazione di un mega impianto di accumulo idroelettrico ad alta flessibilità mediante pompaggio dell’acqua del mare tra Favazzina e Melia, nel territorio comunale di Scilla e Bagnara Calabra. • Il proponente (Edison S.p.A.) sottolinea che l’iniziativa è coerente con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e mira a integrare la generazione rinnovabile non programmabile, stabilizzando il sistema elettrico nazionale, soprattutto al Sud e nelle Isole, dove è minore la capacità di accumulo. • Per gli impianti di accumulo idroelettrico attraverso pompaggio puro, l’autorizzazione è rilasciata dal Ministero della Transizione Ecologica, sentito il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e d’intesa con la Regione interessata. CONSIDERATO CHE: • Il progetto sta suscitando forti polemiche e preoccupazioni tra i cittadini della Costa Viola, un’area che è anche classificata come Zona di Protezione Speciale (ZPS). • I residenti, le associazioni e i comitati locali, tra cui il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola, hanno espresso un netto rifiuto all’opera, definendola “altamente impattante per il territorio” e potenzialmente “disastrosa per il fragile ecosistema”. • Secondo le analisi di tecnici e esperti ambientali, l’impianto avrebbe conseguenze negative, compromettendo l’equilibrio ambientale tra mare e collina, con specifiche preoccupazioni riguardo alla fragilità geomorfologica (frane), l’erosione costiera e l’alterazione del delicato ecosistema marino. • Il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola lamenta che Edison starebbe portando avanti l’iter autorizzativo tramite “modalità opache” e senza un reale coinvolgimento della popolazione, la quale si ritiene tenuta all’oscuro delle procedure in corso. • Si teme inoltre che l’energia prodotta dall’impianto possa non apportare benefici diretti al territorio calabrese. • Attualmente, il progetto è in fase di valutazione ambientale (VIA) IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE REGIONALE INTERROGA ILPRESIDENTE DELLA REGIONALE
Per sapere:
1. Qual è la posizione ufficiale e dettagliata della Giunta Regionale in merito alla realizzazione dell’impianto di accumulo idroelettrico “Favazzina”, e se essa ritenga il progetto compatibile con la tutela del fragile ecosistema della Costa Viola (ZPS) e con la vocazione turistica e naturalistica dell’area, come richiesto dalle comunità locali? 2. Quali saranno i criteri specifici di natura ambientale e territoriale che la Regione Calabria intende considerare prima di esprimere la necessaria “intesa” con il Ministero della Transizione Ecologica per il rilascio dell’autorizzazione, come previsto dalla normativa per gli impianti di pompaggio puro? 3. Quali misure concrete verranno intraprese dalla Regione per garantire la massima trasparenza e la piena partecipazione della popolazione e dei comitati locali nel processo autorizzativo e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in corso, in risposta alle lamentele relative alle “modalità opache” denunciate dai cittadini?

