Enza Barilà (PD): “condivido la linea del Segretario, da qui in avanti useremo qualunque mezzo per parlare con iscritti e simpatizzanti”

Intervengo in qualità di componente del Direttivo del Partito Democratico di Bagnara, di cui faccio parte con orgoglio. Condivido pienamente la linea politica adottata fin dall’inizio del mandato da Emanuele Gioffrè, che stimo molto. Allo stesso tempo, senza nulla togliere, riconosco il lavoro svolto dalla Segreteria di Franco Triulcio, con cui ho collaborato attivamente e che ha avuto il merito di guidare il Partito in una fase di cambiamento e transizione. Avrei tante cose da dire, ma per ovvi motivi, non le dirò tutte in questa sede. Ci saranno sicuramente altre occasioni.

Oggi mi spinge l’esigenza di entrare nel dibattito aperto recentemente dal Segretario con la sua nota stampa del 20 aprile con cui, guardando al futuro, ha lanciato il progetto “Bagnara 2050”. Nota stampa seguita dall’ intervento di assoluta condivisione del nostro assessore Paolo Gramuglia, nonché dall’altra nota stampa che il Direttivo ha commissionato a un altro autorevole componente, Gianmarco Iaria, in occasione della Giornata del 25 aprile.

Il dibattito aperto sui social, com’è ovvio che sia, ha visto gli avversari politici interpretare queste uscite, come forma di ipocrisia se non di contraddizione. Allora, mi permetto di esprimere il mio pensiero come contributo al dibattito. Abbiamo un Direttivo del PD e 4 rappresentanti del Partito nell’Amministrazione in carica che, anagraficamente, possiamo senza dubbio definire giovani.

Sono ragazzi intelligenti che, per evidenti motivi, devono fare sacrifici per conciliare il lavoro e la vita privata con l’attivismo politico. Non sono affatto sprovveduti e hanno vissuto e ricordano bene gli avvenimenti degli ultimi 15 anni di storia locale. Molti di loro masticano politica fin dalla scuola media. Sono sinceramente appassionati, conoscono il paese, i suoi problemi e le sue magagne. Sicuramente mancano di esperienza, ma hanno l’umiltà di confrontarsi con la vecchia guardia.

Soprattutto, come dice Paolo, hanno avuto il coraggio di rinnovare la classe dirigente e di vincere le ultime elezioni. Sono consapevoli che tutto ha un prezzo e che la tendenza tutta meridionale di trasformare lo scontro politico in competizione personale o tra fazioni, genera odio e rancori difficilmente sanabili. Ma la politica è “l’arte del possibile”, ovvero la capacità di mediare per trovare soluzioni anche non perfette quando si ha a cuore il bene comune e si deve ragionare con le risorse e i limiti disponibili in un dato momento storico.

Un’altra consapevolezza di questi “ragazzi” è il significato dell’alternanza, ovvero l’importanza dell’avvicendamento politico che misura lo stato di salute della democrazia e la maturità del corpo elettorale. Cito ancora Paolo quando dice che “non dobbiamo vincere ad ogni costo, ma abbiamo il dovere di contribuire a costruire un’alternativa seria e credibile che sappia guardare al futuro senza rinnegare la propria storia”.

Dopo questa premessa, vorrei chiedere sia ai nostri simpatizzanti che ai nostri avversari politici: cosa c’è di strano se si lancia una sfida chiamata “Bagnara 2050”, se si propone una visione del nostro paese da qui ai prossimi 20 anni? Per altro, Emanuele la definisce “un orizzonte di elaborazione collettiva”, ovvero una prospettiva aperta ad ogni sensibilità che volesse contribuire, dai politici ai cittadini comuni alle associazioni ai professionisti ai commercianti agli imprenditori. (Per esempio, in questi giorni, l’Associazione “Nella mia città” auspicando una svolta “smart” della nostra comunità, ha proposto l’adesione all’incentivo statale Conto Termico 3.0 che eroga contributi a fondo perduto per l’efficienza energetica).

Un’altra domanda che vorrei fare a tutti è: cosa c’è di ipocrita nel riconoscere che in passato il PD “ha attraversato fasi complesse, segnate anche da divisioni interne”? E soprattutto, cosa c’è di incoerente se un Segretario giovane, con la mente aperta e con la massima serietà persegue l’unità del Partito “non come imposizione, ma come scelta politica matura fondata su obiettivi condivisi”? Infine, a proposito di apertura mentale, di intelligenza, di serietà e di correttezza in questo Direttivo del PD ce n’è abbastanza per portare avanti una proposta nuova e credibile con cui eventualmente trovare una sintesi anche con altri interlocutori esterni ed interessati. Oltre alla meravigliosa Nina Velardo, senza offendere nessuno, dico che la nostra punta di diamante è Gianmarco Iaria, estensore della nota pubblicata il 25 aprile che è stata, secondo me, volutamente fraintesa e distorta dai consumatori dei social media.

Gianmarco prima di fare l’insegnante, ha fatto per anni il cronista, ha lavorato per alcuni giornali locali, conosceva il territorio della provincia non solo dal punto di vista geografico, ma anche dal punto di vista politico, sociologico e antropologico. Figuriamoci Bagnara! Quando parla di “filo rosso” che lega le ultime due amministrazioni di Bagnara, non intende né stravolgere né manipolare la storia recente che la maggior parte della popolazione ricorda bene.
Gianmarco, nel sintetizzare l’ultima riunione del Direttivo, parte dal presupposto che il Partito Democratico nel bene e nel male è stato protagonista, insieme alle forze alleate, di una sorta di rinascita di Bagnara dopo l’umiliante scioglimento per infiltrazioni mafiose e conseguente dissesto finanziario.

Non ha detto quant’era bello quel Sindaco o quant’è bello quest’altro. Non è proprio entrato nel merito delle nefandezze dell’ultima campagna elettorale. Ha semplicemente fatto un appello al senso di appartenenza del nostro elettorato per dire: attenzione! Il Partito c’era e c’è ancora. Nonostante tutto quello che è successo, oggi a Bagnara vogliamo costruire una nuova stagione all’insegna dell’unità di quanti si riconoscono nel campo progressista e condividono i valori portanti del Partito. Questa “chiamata a raccolta” fa paio con l’irritazione di tutti noi per una propaganda che ogni santo giorno scredita il Partito e lo dipinge come responsabile di mantenere in piedi l’attuale amministrazione, definita “la peggiore della storia”. A mio avviso, questa definizione è solo una forma di volgare populismo che cavalca il normale malcontento dei cittadini (che c’è sempre stato e sempre ci sarà) per aizzarli, per far crescere la loro rabbia e proporsi come angeli salvatori e ottenere così più consenso.

Premesso che amministrare un paese non è semplice e che questa amministrazione di errori ne ha fatti, io personalmente preferisco essere rappresentata da persone per bene, anche se poco esperte, anziché dai professionisti della politica di cui mi fido poco. Ricordiamoci che il radicamento del Partito, la coerenza nei confronti degli impegni assunti e il rispetto della dignità degli avversari sono elementi che ci caratterizzano e di cui andiamo fieri. Per cui, da qui al prossimo anno, quando si voterà per il nuovo Consiglio Comunale, useremo qualunque mezzo per parlare con i nostri iscritti, i nostri simpatizzanti e quanti si riconoscono nel campo progressista.

Enza Barilà – Partito Democratico Bagnara Calabra

Related Post