BAGNARA CALABRA – A seguito dell’ultimo Consiglio comunale, nel quale sono stati esaminati due punti relativi al riconoscimento di debiti fuori bilancio connessi a interventi di somma urgenza resisi necessari dopo gli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il nostro territorio nel mese di febbraio, si ritiene opportuno ristabilire con chiarezza la verità dei fatti, anche alla luce delle dichiarazioni diffuse dal gruppo di opposizione. Il confronto politico è legittimo, ma deve sempre rimanere entro i limiti della correttezza e della responsabilità.
I fatti sono semplici e documentati: lo schema di bilancio è stato approvato dalla Giunta il 3 febbraio 2026;
la perizia estimativa dei lavori di somma urgenza è stata redatta il 18 febbraio 2026, nello stesso giorno della Commissione bilancio; il Consiglio comunale era già convocato dal 21 febbraio 2026 e il bilancio è stato definitivamente approvato il 26 febbraio 2026. Questa è la sequenza reale degli eventi. Ogni diversa ricostruzione appare strumentale e rischia solo di generare confusione tra i cittadini.
Sostenere che si sarebbe dovuto intervenire con un emendamento allo schema di bilancio, già approvato prima degli eventi calamitosi, significa ignorare — o fingere di ignorare — un elemento fondamentale: quando la spesa è stata tecnicamente definita attraverso la perizia, l’iter di approvazione del bilancio era già in fase conclusiva. Non vi erano quindi i tempi tecnici e amministrativi per predisporre un emendamento completo e regolare.La normativa vigente è chiara. In caso di somma urgenza, il soggetto competente provvede alla redazione della perizia giustificativa entro dieci giorni e alla successiva trasmissione per la copertura finanziaria e l’approvazione (art. 140, comma 4, del D.Lgs. 36/2023 e art. 191, comma 3, del D.Lgs. 267/2000).
Si trat ta, dunque, di spese urgenti e non programmabili, per le quali la legge prevede espressamente il riconoscimento del debito fuori bilancio: non un’anomalia, ma una procedura ordinaria in presenza di emergenze. Va inoltre chiarito un ulteriore aspetto su cui si è fatta confusione: il presunto aumento del 32,00% delle tariffe idriche. Anche in questo caso si tratta di una rappresentazione fuorviante. Il dato citato riguarda un moltiplicatore tariffario stabilito da ARERA e applicato a livello nazionale, rispetto al quale i Comuni non hanno alcuna discrezionalità. Inoltre, tale percentuale incide solo su specifiche componenti tariffarie e non sull’intero importo della bolletta. Ne consegue che non vi sarà alcun aumento del 30% delle bollette, ma un impatto più contenuto. È importante chiarire in modo netto che tale adeguamento tariffario deriva esclusivamente dall’approvazione delle tariffe idriche in sede di bilancio e non ha alcun collegamento con i lavori di somma urgenza, i cui costi non graveranno in alcun modo sulla tariffa idrica.
Si sta tentando, ancora una volta, di trasformare un intervento necessario e una dinamica tariffaria nazionale in una polemica politica priva di fondamento. L’opposizione può scegliere tra un confronto serio e costruttivo oppure la strada della propaganda. Troppo spesso, purtroppo, viene percorsa la seconda. L’Amministrazione continuerà a operare con senso di responsabilità, nel rispetto delle norme e nell’interesse della comunità.
Il Vice sindaco Assessore al Bilancio, Tributi e Programmazione Santa Parrello

