Silvana Ruggiero: “Assumere i Tirocinanti TIS è un dovere morale e istituzionale”

Si avvicina il 31 maggio, ultimo giorno in cui i Comuni dovranno aderire o meno all’ assunzione dei Tirocinanti (TIS). Immagino lo stato d’animo animo di questi lavoratori che rischiano dopo più di 10 anni di trovarsi senza remunerazione. Nell’ ultimo incontro tra Regione e sigle sindacali, la Regione ha aumentato da € 25.000 a € 40.000 il contributo a tirocinante spalmabile in 4 anni.
Al netto dei Tirocinanti over 60 anni che daranno accompagnati alla pensione con un assegno di 631 euro, rimangono 19 tirocinanti che non conoscono il loro destino.  Come ha detto l’ Assessore regionale Calabrese, è un dovere morale e istituzionale da parte dei Comuni di assumere questi tirocinanti che tanto hanno dato all’ Ente.
Non sono una addetta ai lavori ma proponendo intanto un contratto a 20 ore settimanali, con una retribuzione di 800 euro, al Comune (detratto il contributo regionale) costerebbero in totale poco più di 250.000 euro annui. Se c’è la volontà morale, sociale e di coscienza, si potrebbero trovare questi soldi, a cominciare dall’ evitare di esternare servizi che possono svolgere i tirocinanti stessi (vedi 80.000 euro per la cura del verde) , e sicuramente nel bilancio qualche altra spesa non indispensabile sicuramente la si trova.
Inoltre nella Riunione l’ Assessore Calabrese ha pure detto:  “Prevediamo anche di ripartire il contributo storicizzato sul bilancio dello Stato di cui all’art. 3, comma quinquies, del Decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, come modificato della Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, tra gli enti che aderiranno alla manifestazione di interesse che procederanno consequenzialmente alle procedure assunzionali secondo le modalità previste sempre da apposita e recente normativa statale, la quale consente l’assunzione dei tirocinanti in qualità di lavoratori sovrannumerari al piano di fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa.”  Quindi nella Legge di Bilancio 2025 ci saranno altre ripartizioni per i Comuni.
CARI AMMINISTRATORI, È GIUNTO IL MOMENTO DI METTERSI UNA MANO SUL CUORE E UNA SULLA COSCIENZA E METTERE SULLA BILANCIA IL LAVORO DI QUESTI PADRI E MADRI DI FAMIGLIA E LA VOSTRA VOLONTÁ DI GARANTIRE LORO UN FUTURO DIGNITOSO.

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