Tatuaggi, piercing e PMU in uno spazio nato dalla scommessa di un gruppo di professionisti: costruire sul territorio il proprio futuro puntando su arte, formazione e qualità
GIOIA TAURO – Restare, investire e provare a costruire qualcosa di nuovo nella propria terra. È questa la scelta che accompagna la nascita di The Golden Silk – Family Ink, studio di tattoo, piercing e PMU, inaugurato da un gruppo di giovani professionisti che ha deciso di scommettere sulla Calabria e sulle possibilità che questo territorio può ancora offrire.
Una scelta tutt’altro che scontata in una regione dalla quale tanti giovani continuano a partire per cercare altrove opportunità professionali. Loro hanno imboccato la strada opposta: mettere insieme esperienza, idee e competenze e provare a creare qui qualcosa che possa crescere nel tempo.
Alla guida di The Golden Silk – Family Ink ci sono Domenico Cannatà e Giuseppe Garoffo, proprietari, soci e tatuatori. Accanto a loro Raffaele Guerrasio, associato e tatuatore, Giuseppe Zappia, piercer e shop manager, e Angelo Cannatà, apprendista. Una squadra che si riconosce nel concetto di “Family”, perché l’intenzione è quella di condividere uno spazio professionale senza rinunciare al confronto e allo scambio quotidiano di esperienze.
Cannatà è del posto, mentre Garoffo è originario di Crotone. Si sono conosciuti circa otto anni fa nello studio di un amico comune e da allora l’amicizia si è intrecciata con un percorso professionale e una visione comune. Entrambi tatuano da circa dodici anni. Quando è arrivato il momento di immaginare un progetto più ambizioso, hanno deciso di farlo proprio qui.
La ricerca della sede non è stata semplice. Fin dall’inizio l’obiettivo era quello di avere a disposizione un ambiente sufficientemente grande da ospitare professionalità differenti e dare forma a un progetto destinato ad ampliarsi. Anche la scelta di realizzare uno studio quasi interamente open space rompe con una concezione ancora diffusa sul territorio e racconta la volontà di aprire il mondo del tattoo, renderlo visibile e favorire la condivisione.
«Speriamo di riuscire a cambiare un po’ la mentalità. Non siamo noi quelli che devono farlo, però mettiamo un tassello in più», spiegano. Ed è proprio quel tassello a racchiudere il senso della loro scommessa: non aspettare che le opportunità arrivino da fuori, ma contribuire a crearle.
The Golden Silk – Family Ink nasce inoltre con un’attenzione particolare verso i più giovani. Il desiderio è quello di offrire un riferimento a chi vuole avvicinarsi seriamente al settore, evitando improvvisazione e pratiche fai-da-te. Prima del tatuaggio vengono il disegno, le linee, le proporzioni, il chiaroscuro e le sfumature. La tecnica deve accompagnarsi alla preparazione e alla consapevolezza di intervenire sul corpo di una persona.
«Quello che vogliamo fare noi è dare qualità, non quantità». È uno dei concetti centrali emersi dall’intervista. Per Cannatà e Garoffo il tatuaggio non può ridursi a una moda: rimane sulla pelle e richiede professionalità, responsabilità e un rapporto consapevole con il cliente. «Noi siamo artigiani», sottolineano, rivendicando la componente manuale e creativa del mestiere e soprattutto un principio: il tatuaggio è arte.
Lo stesso progetto supera i confini del tattoo. Lo studio comprende infatti anche piercing e PMU, riunendo nello stesso ambiente professionisti autonomi che possono scambiarsi idee, esperienze e suggestioni. L’obiettivo è farne progressivamente una community, mantenendo aperta la porta a chi vorrà condividerne seriamente lo spirito.
Non è casuale neppure il nome scelto. The Golden Silk, “la seta dorata”, richiama la Nephila, un ragno capace di costruire, poco alla volta, una tela molto più grande delle proprie dimensioni, che sotto i raggi del sole assume riflessi dorati. Il nome è legato anche a un carissimo amico del gruppo che, durante un momento difficile della propria vita, aveva trovato proprio in questo ragno un simbolo nel quale riconoscersi.
La sua tela è diventata così la metafora dello studio: partire da ciò che si ha, lavorare, fare sacrifici e aggiungere un tassello dopo l’altro per arrivare a qualcosa di più grande.
Ed è una metafora che racconta anche la scelta di questi giovani di restare in Calabria. Non ignorando le difficoltà di fare impresa e costruire una professione sul territorio, ma decidendo ugualmente di provarci. The Golden Silk – Family Ink parte da qui, da una porta che si apre invece di una valigia che parte: un progetto professionale e una scommessa sul futuro costruita, filo dopo filo, nella propria terra.

