Il pescespada, tra mito e memoria: a Bagnara il racconto di un’antica civiltà del mare

Un viaggio attraverso la storia, le tradizioni e l’identità culturale dello Stretto di Messina ha caratterizzato il nuovo appuntamento dell’“Estate in Biblioteca 2026”. Giovedì 27 agosto, presso la Biblioteca Comunale “Iracà-Lopresto” di Bagnara Calabra, è stato presentato il volume Il pescespada. Scilla, il mito, la leggenda di Francesco Porcaro.

La serata si è aperta con i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche culturali Domenica Garoffolo. Carmelo Tripodi ha introdotto l’incontro, mentre Tina Ferrara ha dialogato con l’autore, guidando il pubblico tra i principali temi dell’opera.

Nel corso della conversazione è emerso il valore della pesca del pescespada non soltanto come attività economica, ma come espressione di una civiltà marinara millenaria. Le feluche, i rituali della pesca, il sapere tecnico tramandato tra le generazioni e il linguaggio arcaico dei pescatori costituiscono un patrimonio immateriale nel quale convivono storia, mito e memoria collettiva.

Particolare attenzione è stata riservata alla comunità di Scilla e al suo legame profondo con il mare: un rapporto che affonda le proprie radici nelle narrazioni mitologiche di Scilla e Cariddi e giunge fino alla contemporaneità. Attraverso fonti storiche, ricerca antropologica e ricordi personali, Francesco Porcaro restituisce voce a uomini, gesti e conoscenze che hanno contribuito a definire l’identità dell’intero territorio dello Stretto.

La presentazione ha così offerto un’importante occasione per riflettere sulla necessità di custodire e trasmettere una tradizione sospesa tra passato e futuro. Più che una semplice ricostruzione storica, Il pescespada si propone infatti come un atto di testimonianza e salvaguardia culturale, capace di raccontare il valore universale di una civiltà del mare unica nel Mediterraneo.

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