L’Assessore Calabrese e la fuga dei giovani della Piana. Assenze rimbobanti ed annunci farlocchi

Sui giornali – con tanto di foto- leggiamo ed osserviamo a San Ferdinando, lo giubilo incontenibile di importanti rappresentanti delle Istituzioni- a -partire dal Prefetto della Provincia di Reggio Calabria- per avere finalmente eretto una barriera invalicabile alla fuga dei giovani della Piana. Grazie ad un salvifico Patto del Lavoro condito da dosi abbondanti di formazione professionale da elargire -gratuitamente? – a una non ben declinata platea.

E’ la ricetta definitiva o l’ennesima”bufalazza”  contro la disoccupazione strutturale che coinvolge tanti ragazzi e ragazze pianigiane?

Di fatto la LEGGE REGIONALE 12 agosto 2002, n. 34  

Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali. (GU 3a Serie Speciale – Regioni n.5 del 01-02-2003) con la quale la Regione ha trasferito deleghe , personale e risorse in tema di formazione professionale alle cinque province calabresi  sembrerebbe  affermare che la Regione con la formazione professionale c’entri poco o niente ma sia – nel nostro caso -la Città Metropolitana ad avere il potere operativo .

Ma la Città Metropolitana non c’era , non era stata invitata e probabilmente non sa che alle sue spalle si riuniscono organismi farlocchi che decidono al posto suo questioni di sua competenza.

Come non c’erano i Sindacati non invitati e pure necessari in un Piano per il Lavoro.

Ma- lasciando stare  il Sindaco di San Ferdinando e l’assessore Calabrese- notoriamente “OCCHIUTONI” e quindi costretti a seguire il capo in questa sconvolgente deriva contro la Città Metropolitana a cui non dare “perle ai Porci” ma anche  a togliere quanto già suo come Provincia di Reggio,  ci chiediamo come può il Prefetto di Reggio e il Presidente dell’ Autorità Portuale essere coinvolto in queste manifestazioni palesemente farlocche e divisive che aprono conflitti tra le Istituzioni?

Confindustria Reggio ed il suo Presidente  – che per quanto a noi noto- non ha uno straccio di  studio sui reali fabbisogni professionali  né dell’area portuale né del resto della Provincia  benedice alla cieca lo schema adottato dal gestore dell’intervento: facciamo corsi generici e poi vediamo se vanno a segno e se qualche imprenditore  abboccherà.

Corsi gratuiti o pagati dalla Regione? La risposta la sapremo solo vivendo ma la nostra convinzioni che sia in fondo questo l’obiettivo : cercare di spendere in qualche modo le risorse Comunitarie  relative alla Formazione prima di restituirle alla UE.

Cosa ben diversa dal fermare la fuga dei giovani.

Ing. Michele Brilli

Capogruppo Polaris

Città Metropolitana di Reggio Calabria

Related Post