“La Bagnara che VogliAmo”: “Il vero cambiamento? apparire ad ogni costo”

Nell’ultimo Consiglio comunale, con il “canto libero” della vice sindaco, pensando di essere acuta nel prendere in contropiede la minoranza impedendogli un serio e costruttivo confronto, si è confermato quanto per loro sia fondamentale rispondere a ciò che circola sui social, elevandoli a fonte di verità assoluta, come se bastassero a legittimare il proprio operato.
Ma davvero i social sono così importanti? La vice sindaco sostiene di no, ma nella realtà non è affatto così.
Per questa amministrazione, infatti, sembrano essere la bussola principale: il metro con cui orientare ogni scelta, ogni replica, ogni decisione, per camuffare inefficienze e disservizi.
E allora qualche riflessione sul passato è inevitabile. Proprio quella comunicazione fatta di post, video e accuse è servita per raggiungere il potere a ogni costo, salvo poi disattendere a ogni promessa.
Ricordiamo tutti i video da “intervistatore”, le foto dei disagi di un paese in dissesto, le accuse gratuite nel periodo Covid, i post contro gli amministratori dell’epoca per i rifiuti in strada quando la colpa era della chiusura delle discariche regionali.
E i 45 milioni di euro di lavori programmati dalla precedente amministrazione? **Allora li chiamavano “il libro dei sogni”, con tanto di ripetizione sui social.**
Oggi, quegli interventi sono l’unica ancora di salvezza di questa maggioranza, affondata tra disastri nei settori dell’acqua, dei rifiuti e delle fognature.
E le indennità di carica? Chiedevano tagli ai predecessori che se la ridussero del 20% ma oggi se la tengono tutta, intera e bella corposa.
Ricordate quando sobillavano il popolo contro i concorsi comunali, difendendo i “figli di mamma di Bagnara”? Ebbene, oggi dopo almeno dieci assunzioni nessun residente è stato assunto (salvo qualche tirocinante obbligatorio per legge).
E che dire di chi prometteva di “tenere la politica fuori da Bagnara”?
Oggi gli stessi personaggi che governano altrove frequentano il paese come fosse casa propria.
Il “CAMBIAMENTO ” doveva garantire pari dignità a tutti. Invece, vediamo favoritismi, disparità di trattamento e servizi ad personam (basti pensare all’erogazione dell’acqua).
E sull’esempio morale? Proprio chi dovrebbe rappresentare coerenza, trasparenza e dedizione disinteressata, oggi incarna l’esatto contrario.
Conflitti di interesse evidenti, intrecci familiari e personali che condizionano scelte amministrative e decisioni pubbliche gridano vendetta.
Il caso Granaro ne è il simbolo più lampante: la prova di un potere gestito senza pudore e senza rispetto per il ruolo istituzionale.
A questo si aggiunge un’ulteriore anomalia: ogni volta che la minoranza incalza il Sindaco con interrogazioni o richieste di accesso agli atti, egli si giustifica dicendo che anche nella passata consiliatura non venivano prese in considerazione.
Un’ammissione gravissima: in campagna elettorale aveva promesso il Cambiamento, ma oggi certifica che non c’è stato alcun cambiamento, rivendicando di comportarsi esattamente come coloro che aveva tanto criticato.
E che dire delle crisi interne? In poco più di tre anni hanno collezionato dimissioni e distinguo come mai prima: Fedele, Demetrio, Laurendi, Cosentino, Garoffolo…
Rimpasti annunciati e mai attuati, decreti pronti e poi smentiti all’alba del giorno dopo.
Alla fine, tutto torna: nella vita come in politica. E non ci sono social che tengano.
Bagnara sta vivendo una stagione triste, segnata da false aspettative, delusioni e un’incompetenza disarmante.
Una pagina che resterà nella memoria collettiva come la peggiore amministrazione della storia di Bagnara.

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