Si è concluso con successo l’ICOMOS ICTC Study Tour 2025 in Calabria.
La missione, promossa dal Comitato Internazionale per il Turismo Culturale di ICOMOS (organismo consultivo dell’UNESCO), ha visto una delegazione di esperti mondiali impegnati per sei giorni.
La regione è stata prescelta come “laboratorio internazionale” per esaminare come il suo ricco patrimonio culturale e i paesaggi unici unitiall’autenticità delle tradizioni ancora custodite dalle comunità localipossano offrire importanti opportunità allo sviluppo delle aree rurali.
L’evento, dal titolo “Dieta Mediterranea, contesti rurali e turismo culturale”, ha permesso di definire strategie cruciali per la gestione dei flussi e la valorizzazione delle identità locali.
Le conclusioni scientifiche: strategie concrete contro l’overtourism
Il momento culminante dell’evento è stata la sessione tecnico-scientifica, tenutasi presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria il 24 novembre.
Il confronto tra culture e modi di agire diversi si è rivelato estremamente produttivo per lo sviluppo di nuove strategie.Il dibattito si è concentrato sulla necessità di integrare la dimensione tangibile (siti archeologici, monumenti) e quella immateriale (tradizioni, Dieta Mediterranea, antichi mestieri) per offrire un’esperienza turistica più profonda e autentica.
A supporto di questo, esperti provenienti da oltre 10Paesi hanno condiviso i punti di forza e le debolezze dei propri modelli nazionali, offrendo spunti cruciali per lo sviluppo di strategie di governance e gestione dei flussi anche in Italia.
La discussione ha approfondito l’applicazione di strumenti gestionali fondamentali come l’impact assessment e la carryingcapacity, essenziali per bilanciare l’afflusso turistico con la capacità ricettiva del territorio e contrastare fenomeni come la gentrification e lo spopolamento.
In questo contesto, è emersa la necessità di mitigare l’eccessivo turismo (overtourism) anche attraverso la ridistribuzione dei flussi verso aree rurali e centri storici meno battuti, garantendo al contempo la protezione dell’identità locale.
Il successo del tour: un paesaggio che ha conquistato gli esperti
Gli ospiti internazionali si sono detti entusiasti e affascinati dalla diversità e dalla ricchezza del patrimonio calabrese, in un percorso durato cinque giorni che ha toccato il meglio del paesaggio, della storia e del gusto.
Sul fronte della Bellezza Iconica, hanno riscosso grande successo le visite ai borghi marini di Tropea e Scilla – con il fascino di Chianalea e del Castello Ruffo e la spiritualità della Certosa di Serra San Bruno, dove l’incontro con l’antico mestiere dei carbonai ha rappresentato un tuffo autentico nella tradizione.
L’eccellenza enogastronomica è stata celebrata nei luoghi simbolo, come Nicotera, storica sede di studio della Dieta Mediterranea, con un particolare apprezzamento per il cibo locale a km0 e le eccellenze produttive.
Il tour ha messo in luce la qualità del tonno di Callipo, del torrone IGP edel vino Zibibbo di Bagnara Calabra, unitialla maestria nella tradizione della pasta fresca, confermando la Calabria come vero cuore pulsante del Mediterraneo. Sul piano della storia profonda, la visita a siti come l’insediamento rupestre di Zungri e il sito archeologico di Mileto ha permesso ai delegati di comprendere la complessa stratificazione storica e culturale della regione.

