SCILLA L’opposizione chiede un Consiglio comunale aperto sul progetto Edison

I due gruppi di opposizione si uniscono per chiedere a gran voce la convocazione urgente del consiglio comunale e sollecitare trasparenza sul progetto Edison. «Gli amministratori in carica –spiega Gabriele Polistena, consigliere di “Scilla Unita” – non possono più tacere. Vogliamo sapere quali sacrifici ambientali ci vengono chiesti e quali benefici reali (se ce ne sono) arriveranno a Scilla. Non accetteremo che il nostro territorio venga ancora una volta svenduto a interessi esterni, senza rispetto per la nostra gente, la nostra storia, la nostra terra». Nei mesi scorsi “Scilla Mediterranea”aveva anche trasmesso una lettera aperta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per bloccare l’im – pianto a pompaggio marino chiedendo un incontro con i vertici Edison. All’istanza avevano aderito il Comitato Scilla Straordinaria, il Comitato Salviamo Favazzina, l’associazio – ne Algio e l’APS Chianalea. Al contempo, il gruppo “Scilla Unita” aveva chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto con l’adesione del comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola, il Movimento terra libertà, l’associazione Controvento Calabria, il Diving center Scilla e l’associazione Calabria Wild Wine. Le richieste sono rimaste prive di riscontro.
Sul portale delle valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente, nella scheda del progetto Edison di Favazzina è apparso un nuovo avviso con il termine per le osservazioni il 18 settembre, senza che nessuna nota sia stata fondamentalmente presentata. «Esprimiamo – concludono – fermo dissenso rispetto al silenzio sul tema e ribadiamo le criticità ambientali e paesaggistiche, nonché i rilevanti rischi che un’opera di tale impatto comporterebbe per l’intero territorio». (t.f.)

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