Scilla, lanciata una petizione per bloccare il progetto Edison

Il Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola raccoglie online le firme contro l’impianto di accumulo idroelettrico per pompaggio che dovrebbe sorgere a Favazzina

Non si ferma la corsa per bocciare la costruzione dell’impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio progettato da Edison SpA, che dovrebbe sorgere a Favazzina. Il Comitato spontaneo per la difesa della Costa Viola, che si spende da mesi per bloccare il progetto di Edison, ha lanciato nei giorni scorsi la petizione popolare per la raccolta firme per dire “no” alla mega opera, disponibile sulla piattaforma “Change. org” all’indirizzo https://www.change.org/difesacostaviola.

Abbiamo messo online la raccolta firme https://www.change.org/difesacostaviola che può aiutarci a fermare il progetto della centrale idroelettrica mediante pompaggio di acqua marina che Edison vuole costruire tra Favazzina e Melia di Scilla (RC).

Dopo che firmate, ricevete una mail da cui confermare il vostro indirizzo e quindi certificare la firma. Controllate anche la cartella “spam” o “promozioni” per chi ha gmail.

Chiediamo a tutti singolarmente e come realtà aderenti al comitato di firmarla e diffonderla in questo modo:

  • Condividete il post del comitato su Facebook e il link nelle storie di Instagram dalle vostre pagine e profili personali.
  • Fate un nuovo post dalle vostre pagine associative e profili personali con il link https://www.change.org/difesacostaviola e un testo in cui dichiarate il sostegno e taggate il comitato così faremo crescere la pagina.
  • Se avete liste di contatti e mail, inviate una e mail come questa invitando a firmare e diffondere la petizione
  • Usate whatsapp per invitare chiunque ami Scilla e la Calabria. Diamo questo testo come suggerimento ma, ovviamente scrivete quello che volete:Ciao, ti scrivo perché il territorio di Scilla sta rischiando grosso.

A Favazzina e Melia, nel Comune di Scilla (RC), Edison S.p.A. ha proposto un grande impianto di accumulo idroelettrico con acqua di mare: un’opera industriale enorme, sperimentale, con oltre 7 anni di cantieri e impatti seri su ambiente, paesaggio e comunità.

L’energia prodotta non è per chi vive qui e non sono previsti benefici diretti per il territorio.
I rischi invece restano tutti: frane, danni al mare, trasformazioni irreversibili della costa.

Per questo è partita una raccolta firme aperta a tuttə, anche a chi non vive in zona.
Firmare serve a dire che la transizione energetica non può sacrificare territori fragili.

Se ti va, trovi qui tutte le info e il link per firmare:

Questo l’appello del Comitato Spontaneo

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