Negli ultimi tempi il dibattito pubblico sembra concentrarsi sempre più su screzi, incomprensioni e polemiche che coinvolgono amministratori, assessori e giornalisti. Situazioni che possono verificarsi in qualsiasi contesto istituzionale e che, per quanto possano suscitare interesse mediatico, non dovrebbero mai diventare il tema principale della vita amministrativa di una comunità. La vera questione, infatti, è un’altra: il paese appare fermo, bloccato, privo di una prospettiva chiara per il futuro. Manca una visione strategica capace di indicare una direzione e di coinvolgere cittadini, associazioni e forze produttive in un progetto di crescita condiviso. Al di là degli interventi finanziati dal PNRR, molti dei quali sono ormai in fase conclusiva e dovranno essere completati entro il 30 giugno, non si intravede un programma organico che guardi oltre le scadenze amministrative. Il rischio è quello di limitarsi alla gestione dell’ordinario senza costruire le basi per lo sviluppo dei prossimi anni.
Le comunità hanno bisogno di pianificazione, di idee e di progetti concreti. Hanno bisogno di discutere di infrastrutture, servizi, turismo, attività produttive, opportunità per i giovani, valorizzazione del territorio e qualità della vita. Sono questi i temi che dovrebbero occupare il centro del confronto pubblico. Le polemiche personali e le cosiddette “liti di quartiere” possono alimentare discussioni momentanee, ma non producono risultati. Ciò che i cittadini chiedono è invece una classe dirigente concentrata sulle priorità reali, capace di programmare e di trasformare le opportunità in sviluppo. È arrivato il momento di riportare il dibattito sui contenuti e sulle prospettive. Perché il futuro di un paese non si costruisce attraverso le divisioni, ma attraverso una visione chiara, una programmazione seria e la capacità di lavorare per obiettivi concreti e condivisi.
Comitato commercianti marina grande-chianalea-San Giorgio

