Scilla e il progetto Edison a Favazzina: serve chiarezza, partecipazione e rispetto per il territorio

Gentile Direttore,
scrivo per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni la necessità urgente di una presa di posizione chiara e pubblica da parte del Comune di Scilla riguardo il progetto della centrale Edison prevista in località Favazzina.
Da tempo si parla di quest’opera, ma tra incertezze e mezze informazioni, a mancare sono soprattutto risposte chiare. È inaccettabile che un progetto di tale portata – con possibili impatti ambientali, economici e sociali – venga gestito senza un dialogo trasparente con il territorio.
Chi vive e lavora a Scilla, a Favazzina, a Melia e in tutte le aree interessate, ha il diritto di sapere quale futuro lo aspetta. Pescatori, subacquei, operatori turistici, associazioni, famiglie: sono loro la vera voce di questo territorio, e non possono essere esclusi da scelte che ricadranno inevitabilmente sulla loro vita quotidiana e sulle prospettive di sviluppo dell’intera zona.
Il Comune ha il dovere morale e istituzionale di rappresentare i cittadini, non di decidere sopra le loro teste. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di prendere una posizione netta e pubblica, esprimendosi chiaramente su un progetto che non può passare in sordina. Serve un confronto aperto, pubblico, partecipato. Serve che si ascolti la comunità prima di firmare accordi o concedere autorizzazioni.
La Costa Viola ha un valore unico, che va tutelato e valorizzato con scelte lungimiranti, non compromesso con opere di dubbia utilità per i residenti. Se si parla di “sviluppo”, allora si abbia il coraggio di chiederlo davvero a chi questo territorio lo vive ogni giorno.

Comitato Scilla Straordinaria

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