Sul tema della sensibilizzazione dei giovani verso il loro passato, ripresa anche di recente da alcuni social e sul ruolo che potrebbe avere la scuola quale istituzione preposta alla diffusione della cultura e quale istituzione proposta alla formazione delle moderne generazioni, abbiamo voluto sentire il parere del Professore Saverio Verduci, docente di materie letterarie presso l’I.C. “De Amicis-Bolani” della nostra città.
Al Professore Verduci, storico antichista e medievalista nonché direttore della Collana “Leucopetra – Studi Storici Calabresi della PacEdizioni, abbiamo chiesto:
Come la Scuola può tessere un legame forte e significativo tra i giovani e la Storia?
“La scuola, crocevia di saperi e fucina di futuri cittadini, riveste un ruolo cruciale nel plasmare la consapevolezza delle nuove generazioni. Tra le competenze fondamentali da coltivare, spicca la comprensione e l’apprezzamento del passato e della storia. Tuttavia, in un’epoca dominata dalla velocità del presente e dalle promesse del futuro digitale, come possiamo rendere la storia un elemento vivo e coinvolgente per i giovani, sottraendola alla polvere degli archivi e trasformandola inun prezioso strumento di comprensione del mondo attuale facendo comprendere proprio ai giovani l’importanza di conoscere e indagare il passato per meglio comprendere il presente e il mondo attuale?
Il primo passo – secondo il Professore Verduci – risiede in un approccio didattico che superi la mera memorizzazione di date e nomi. La storia – ribadisce il Professore – non è un elenco statico di eventi, ma un complesso intreccio di cause ed effetti, di azioni umane, di conquiste e fallimenti che hanno plasmato la società in cui viviamo. È fondamentale pertanto, narrare la storia come un racconto avvincente, popolato da figure emblematiche, da momenti di svolta drammatici e da aneddoti capaci di suscitare curiosità ed empatia. Utilizzare fonti primarie, documenti d’epoca, testimonianze dirette, ove possibile, e materiale audiovisivo può contribuire a rendere il passato più tangibile e meno astratto.
Un altro aspetto cruciale è la connessione tra il passato e il presente. Spesso i giovani faticano a comprendere la rilevanza di eventi accaduti secoli fa. È compito della scuola evidenziare come le radici dei problemi e delle dinamiche contemporanee affondino nel terreno della storia. Analizzare le rivoluzioni, le guerre, i movimenti sociali del passato può fornire chiavi di lettura preziose per interpretare le sfide del nostro tempo, dalle questioni geopolitiche alle disuguaglianze sociali, dalle lotte per i diritti civili alle trasformazioni economiche e tecnologiche che stanno influenzando il presente.”
Professore Verduci che ruolo potrebbe inoltre avere la storia locale in questo processo di sensibilizzazione?
“La storia locale, a mio avviso, rappresenta un potente strumento di sensibilizzazione. Esplorare le vicende del proprio territorio, le tradizioni, i personaggi che hanno lasciato un segno nella comunità, può creare un legame emotivo più forte con il passato. Visite a musei locali, siti archeologici, archivi storici del territorio possono trasformare l’apprendimento in un’esperienza diretta e coinvolgente, che attraverso i compiti di realtà aiutano a radicare il senso di appartenenza e l’identità culturale.
L’utilizzo di metodologie didattiche attive, come i dibattiti, i giochi di ruolo, i progetti di ricerca, le simulazioni storiche, può stimolare la partecipazione degli studenti e favorire una comprensione più profonda e critica degli eventi. Incoraggiare la formulazione di domande, l’analisi di diverse prospettive e il confronto di interpretazioni storiche, aiuta a sviluppare un pensiero autonomo e a contrastare una asettica visione dogmatica e acritica del passato inteso come un periodo lontano e sterile.
Infine, è importante sottolineare come la storia non sia solo un bagaglio di conoscenze, ma anche una fonte di insegnamenti etici e civili. Studiare gli errori del passato, le ingiustizie, le sofferenze umane può contribuire a sviluppare un senso di responsabilità verso il presente e il futuro, promuovendo valori come la tolleranza, il rispetto per la diversità, la difesa dei diritti umani e la costruzione di una società più giusta e pacifica nella quale ogni individuo conosca la propria carta identitaria.”
Volendo concludere Professore Verduci, secondo Lei, lo studio della Storia può essere visto come uno strumento di trasformazione individuale e sociale?
“La scuola – secondo me – ha proprio la straordinaria opportunità di trasformare la storia da materia di studio a strumento di crescita personale e collettiva. Sensibilizzare i giovani verso il passato significa dotarli di una bussola per orientarsi nel presente e progettare il futuro con maggiore consapevolezza. Significa tessere quel “filo d’Arianna” che li lega alle radici della loro identità e li guida nella complessa trama del tempo, rendendoli cittadini più consapevoli, critici e responsabili.”
Redazione CVNEWS

