“La Bagnara che VogliAmo”: “l’Amministrazione comunale ribalta la realtà, le istituzioni son una cosa seria”

BAGNARA CALABRA – Ancora una volta l’amministrazione prova a ribaltare la realtà, rifugiandosi nell’indignazione di facciata per nascondere un dato politico evidente: la minoranza viene sistematicamente ignorata e poi accusata di polemizzare quando chiede rispetto istituzionale.Dire oggi che il capogruppo sarebbe stato informato “quattro volte verbalmente” non rafforza la loro posizione, ma la indebolisce ulteriormente. Perché il punto è proprio questo: le istituzioni non si amministrano con le parole sussurrate nei corridoi, ma con atti chiari, rapporti corretti e coinvolgimento istituzionale vero.

Il resto è solo propaganda usata per coprire un metodo arrogante e autoreferenziale.

Nessuno strumentalizza la cittadinanza onoraria a Stefania Auci, né l’intitolazione della casa famiglia ad Angela Randazzo. Ma proprio perché si tratta di momenti importanti, delicati e simbolici per l’intera comunità, è ancora più grave che l’amministrazione continui a gestirli come se fossero patrimonio esclusivo della maggioranza, e non occasioni istituzionali da condividere con tutto il Consiglio Comunale.

Il tentativo di trasformare una legittima denuncia politica in una mancanza di rispetto è l’ennesima operazione di vittimismo politico messa in scena da chi governa e non accetta alcuna critica. Chi oggi parla di verità e trasparenza dovrebbe prima spiegare perché ogni volta che la minoranza solleva un problema, la risposta non è mai nel merito ma nell’attacco personale, nella delegittimazione e nella polemica costruita ad arte.

La verità è che questa amministrazione mostra, sempre più spesso, una concezione chiusa del potere: non condivide, non ascolta, non coinvolge. Pretende applausi, pretende silenzio, pretende obbedienza. Ma il compito della minoranza non è quello di adeguarsi a questo schema, bensì di denunciare con forza un metodo politico che divide invece di unire e mortifica il confronto democratico.
Continueremo a dire con chiarezza che il rispetto delle istituzioni non si proclama nei comunicati: si pratica nei comportamenti.
E fino a quando questo non accadrà, continueremo a denunciare pubblicamente ogni forzatura, ogni esclusione e ogni tentativo di trasformare l’amministrazione in uno spazio riservato a pochi.

Perché la democrazia non è proprietà della maggioranza. E il Comune non è cosa loro, ma è la casa di tutti.

“La Bagnara che VogliAmo”

 

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