115mila euro è la somma spesa dall’amministrazione comunale, grazie alla contrazione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti (vedi Delibera di Giunta n. 123 del 4/7/2024), che i cittadini pagheranno nei prossimi anni, per realizzare un tratto di rete idrica e installare un’elettropompa in località Sfalassà, in un pozzo, per la cronaca, già esistente.
Se fossero stati soldi loro, probabilmente non li avrebbero mai spesi per ottenere 4 o 5 litri d’acqua al secondo, quantità che, a detta loro, dovrebbe soddisfare definitivamente il fabbisogno idrico della parte sud e bassa di Bagnara. Considerata l’importanza dell’investimento, a più di una settimana dall’attivazione, si rileva che l’acqua continua a mancare di pressione già dalle 11:30 del mattino, e comunque mai oltre le 12:00. Secondo loro, quel filino d’acqua dovrebbe bastare per far partire le caldaie o permettere una doccia? Se va bene ci si può lavare la faccia e qualche piatto con gli autoclave che stanno diventando un lusso per via del continuo consumo di energia elettrica.
Dopo i 187 mila euro spesi per il tubo che porta l’acqua dal torrente Gaziano a Marinella, ecco un altro sperpero. Che si somma a:
● quelli per l’acquisto delle valvole telecomandate,
● quelli (triplicati) per l’apertura e la chiusura dei serbatoi,
● quelli per tutti i tubi volanti sparsi sul territorio,
● quelli per portare acqua nella zona agricola di Granaro,
● quelli per l’associazione di volontariato (ben rimborsata) che distribuiva acqua nelle abitazioni.
Tre anni di spese continue ed esagerate, senza il minimo risultato concreto. Insomma, più che una rete idrica da rifare, tutto questo sembra una grande mucca da mungere. A forza di installare tubi e valvole in maniera inopportuna hanno svuotato i serbatoi e i portafgli dei cittadini. Alla fine, a pagare saranno sempre i poveri e inermi cittadini di Bagnara. E se ne accorgeranno presto, con le prossime bollette del canone idrico. Eccome se se ne accorgeranno.
Nota: “La Bagnara che VogliAmo”

