Incontro al centro: “la Calabria che cammina unita dove la strada manca”

Una strada per la vita: il 15 giugno la Calabria si mette in cammino

Dall’Aspromonte un messaggio forte: unire due versanti, rompere l’isolamento e costruire il futuro. Il 15 giugno 2025, i due versanti della Calabria — quello tirrenico e quello ionico — si uniranno simbolicamente in una marcia di speranza e determinazione per chiedere, una volta per tutte, la realizzazione della trasversale Bovalino–Bagnara, un’opera infrastrutturale cruciale per il riscatto di un’intera regione. L’iniziativa, promossa anche attraverso i social e sostenuta dal Comitato BO_BA – Bovalino–Bagnara, composto da 30 sindaci che hanno formalizzato l’adesione con delibera di consiglio comunale, intende raccogliere la voce della popolazione, spesso ignorata dalle grandi agende politiche, ma profondamente consapevole dell’urgenza di rompere l’isolamento e promuovere sviluppo e connessione tra le due coste della Città Metropolitana di Reggio Calabria.Certo, quel tratto di strada conserva una memoria che invita alla riflessione,ma oggi si sceglie di abdicare ad un passato segnato da difficoltà, in nome di una vita che continua, di una speranza che si riaffaccia, di una memoria collettiva che guida il cambiamento. Quel tratto di strada,testimone silenzioso di passato e presente, richiama a non abdicare al coraggio civico e al senso di appartenenza al nostro territorio — avanzato o arretrato com’è — ma pur sempre nostro, corrispettivo ideale, fortemente amato ed etico, che si contrappone a una realtà fenomenologica segnata da molteplici connotati: urgenze inadempiute, appelli travagliati e disattesi, iniziative archiviate, speranze vanificate –– spesso ridotte a soliloqui cittadini nel deserto progettuale e pragmatico di un apparato burocratico e governativo. Una realtà fatta di opere non onorate e di rimedi non attuati per sanare l’emorragia dell’emigrazione, le ferite antiche e nuove di una nuova territorialità che stenta a crescere verso prospettive e traguardi di civiltà, pur in un contesto avanzato di opulenza ipertecnologica e scientifica. Tra i tanti messaggi emersi dal movimento civico “Insieme per la Bovalino–Bagnara”, spicca una frase: “Ci toglierebbe dall’isolamento e farebbe sviluppare la costa jonica reggina economicamente e culturalmente”. In concreto, la riappropriazione della strada da parte dei cittadini dei numerosi contesti extrarurbani rappresenterebbe un’occasione di rinnovato impegno e cura per il nostro territoiro, oltre a una legittima richiesta di uno spazio in cui vivere dignitosamente. Questo significherebbe anche poter superare il percorso obbligato e convenzionale che gli automobilisti adottano per raggiugere l’altro versante tirrenico, offrendo la possibilità di scegliere un percorso più agevole, partendo dal territorio della Locride. Inoltre, un territorio recuperato e reso accessibile potrbbe favorire lo sviluppo di nuove attrattive, includendo mete turistiche e trasformando queste zone in una risorsa preziosa per la progettualità turistica. In questo modo, i due versanti, ionico e tirrenico, si unirebbero e si riconnetterebbero simboleggiando un legame concreto e duraturo tra le due coste. Le strade nel loro sviluppo attuale, presentano serpentine, chicane restringimenti e dossi. Per questo si auspicano, con urgenza disposizioni attuative da parte degli organi competenti, attraverso l’introduzione di procedure mirate al miglioramento della sicurezza dell’ infrastruttura stradale in tutte le sue fasi:dalla pianificazione,alla progettazione, dalla realizzazione alla gestione. È auspicabile che ogni regolamento futuro contempli anche elementi funzionali e di arredo della strada, come segnaletica, dispositivi di ritenuta, pavimentazione, impianti. I benefici di un intervento di ristrutturazione e riapertura includerebbero un ampliamento delle opportunità lavorative, culturali e turistiche, grazie a una nuova connettività territoriale e a una maggiore coesione sociale. Ne deriverebbero paesi più vitali e disuguaglianze territoriali progressivamente ridotte. Ed è questo che oggi si chiede con “una strada per la vita”: un’infrastruttura rinnovata, adeguata e sicura. Riteniamo necessario garantire continuità alla visione complessiva dell’assetto stradale Bovalino–Bagnara, favorendone un’evoluzione positiva e adottando le contromisure necessarie per contrastarne il degrado. Anche i tempi di attesa, ormai, vanno monitorati con attenzione, poiché finiscono per penalizzare un progetto ingegneristico che non dovrebbe essere una mera formalità, ma piuttosto un’opera verificata e adeguata alla struttura esistente. Quest’ultima, infatti, potrebbe essere stata realizzata secondo normative oggi superate, o su basi progettuali insufficienti o imprecise, perché risalenti a tempi ormai remoti. Un’infrastruttura inerte e obsoleta non è più in grado di rispondere alle attuali criticità — deviazioni di itinerario, variazioni nei percorsi del trasporto pubblico locale, ricadute negative in termini di sicurezza — e rischia anzi di dequalificare ulteriormente la tipologia stessa della strada extraurbana, insieme all’ambito territoriale in cui essa si inserisce, con caratteristiche tecnico-funzionali ormai superate, in una situazione ibrida e fragile. Nel rispetto del principio di sussidiarietà, le azioni necessarie devono essere intraprese al livello più idoneo e con le modalità più opportune, secondo una logica di responsabilità condivisa tra tutte le componenti della società civile. È il caso della Strada Provinciale 2 (ex SS 112 dell’Aspromonte), che collega Bovalino a Bagnara Calabra attraversando il cuore dell’Aspromonte.

Fulvia Musicò – Presidente Onorario della Pro Loco di Melicuccà

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