Gli assessori Domenica Garoffolo e Paolo Gramuglia da tempo seguono la vicenda relativa alla costruzione del mega impianto di accumulo idroelettrico a pompaggio di acquamarina che dovrebbe sorgere a Favazzina. Progetto su cui da circa due anni si susseguono incontri con esperti, geologi ingegneri e professionisti che studiano il progetto. <<Sappiamo bene –affermano gli scriventi –quante siano le criticità emerse e quante domande siano ancora senza risposte certe. Non lo diciamo noi, lo dimostrano le osservazioni, gli studi e le integrazioni che continuano ad essere richieste nell’ambito della procedura di valutazione». Gli assessori riferiscono che non stanno portando avanti una battaglia ideologica perché «nessuno è contrario allo sviluppo o alle infrastrutture per principio –aggiungono ma quando un’opera di queste dimensioni rischia di incidere profondamente sull’equilibrio idrogeologico, sul paesaggio, sull’ambiente marino e sulla sicurezza di un territorio già fragile, il minimo che si possa fare è pretendere chiarezza e garanzie». Secondo Garoffolo e Gramuglia la centrale non nasce per risolvere i problemi energetici della Costa Viola, di Bagnara o di Scilla, è un’infrastruttura strategica nazionale pensata per alimentare e stabilizzare una rete elettrica che serve territori molto più ampi. «I possibili impatti resterebbero qui, mentre gran parte dei benefici energetici andrebbero altrove –concludono Garoffolo e Gramuglia –, per questo rifiutiamo le lezioni di chi parla senza conoscere i fatti e senza aver mai dedicato un minuto ad approfondire la questione» (t.f.)

