Cittadinanza Attiva Pellegrina interviene sulla prevista demolizione dell’ex Scuola Elementare di Pellegrina e sulla realizzazione del nuovo asilo nido

LA MEMORIA CHE RAPPRESENTA UN LUOGO COSI’ IMPORTANTE PUO’ ESSERE SACRIFICATA SOLTANTO IN CAMBIO DI UNA CERTEZZA, NON DI UNA SPERANZA.

Abbiamo scelto di non intervenire immediatamente nel dibattito pubblico perché, da sempre, preferiamo approfondire i fatti prima di esprimere il nostro pensiero. È il metodo che ci contraddistingue: non inseguiamo le polemiche del momento, non ragioniamo per appartenenze politiche e non cerchiamo visibilità. Parliamo quando abbiamo qualcosa da dire e, soprattutto, dopo aver verificato i fatti. Sono i fatti, quelli che si susseguono negli anni che scrivono la storia, no le improvvisazioni del momento. Già nel 2019, quando ancora l’Associazione non era stata formalmente costituita, ma operava un gruppo di cittadini volontari, che ne avrebbe poi dato vita, denunciammo pubblicamente lo stato di degrado in cui versava l’edificio. Non ci limitammo alle parole: organizzammo interventi di pulizia del piazzale antistante, trasformato nel tempo in una discarica a cielo aperto, e sollecitammo l’Amministrazione dell’epoca affinché intervenisse per recuperare l’immobile simbolo e storia della nostra comunità. Negli anni successivi abbiamo continuato a portare avanti questa battaglia civica, proponendo alle Amministrazioni che si sono succedute, anche una possibile rifunzionalizzazione dell’edificio come “Casa della Cultura e delle Associazioni” uno spazio aperto al volontariato tutto e alla partecipazione libera dei cittadini. Il nostro auspicio è sempre stato quello del recupero della struttura; abbiamo sempre insistito in questa direzione. Abbiamo dovuto però prendere atto, che in venti anni circa, le diverse Amministrazioni (di ogni colore politico) che si sono susseguite non sono riuscite a realizzare nulla di concreto. Ci siamo ritrovati dunque dinanzi ad un edificio il cui stato di degrado era, ed è, sempre più avanzato e all’oggettiva constatazione delle difficoltà generali che Bagnara vive da almeno un paio di decenni; non portiamo a casa un’opera pubblica da diversi lustri. Quindi, di fronte a un edificio abbandonato da anni e ai costi elevatissimi che un restauro avrebbe richiesto, forse pensare di salvaguardare la funzione pubblica del luogo, piuttosto che la struttura in sé, poteva essere, considerate le condizioni, un compromesso accettabile. Per questo non abbiamo mai guardato con pregiudizio all’ipotesi della realizzazione di una nuova struttura destinata ad asilo nido, pur nella consapevolezza che ciò avrebbe comportato il sacrificio della perdita della storica struttura scolastica. Ciò che abbiamo sempre ritenuto prioritario e non negoziabile era ed è che quell’area tornasse a vivere e a essere restituita alla comunità tutta. In questa prospettiva, una nuova struttura pubblica rappresentava un’opportunità concreta per riportare servizi e socialità in uno spazio rimasto inutilizzato per troppo tempo: oggi come asilo nido e, domani, qualora le condizioni dovessero consentirlo, anche attraverso altre funzioni e servizi di interesse collettivo, continuando a rappresentare un patrimonio per l’intera comunità bagnarese. Le nostre perplessità oggi non riguardano quindi la finalità dell’intervento, che nel tempo può anche mutare, ma la sua concreta possibilità di realizzazione.

Da quanto appreso, emerge infatti un cronoprogramma che prevede l’avvio dei lavori entro la fine di giugno e il collaudo delle opere strutturali entro metà settembre. Tempi che, alla data odierna, appaiono estremamente sfidanti e che meritano una riflessione attenta. La ex scuola di Pellegrina non è soltanto un edificio. È un luogo della memoria, dei ricordi e dell’identità di intere generazioni. Demolirla significa chiudere definitivamente una pagina della storia del paese. Una scelta di questa portata può essere compresa e accettata solo se accompagnata dalla certezza che al posto di ciò che viene abbattuto nascerà davvero qualcosa di utile e duraturo per la comunità. Per questo rivolgiamo all’Amministrazione Comunale l’invito sincero, alla rivalutazione della possibile concreta attuazione del progetto. Il tempo non è dalla nostra parte e gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo: quando si decide di abbattere un edificio che appartiene alla memoria di una comunità, non possono esserci margini di incertezza. Bisogna evitare il rischio di trasformare un’opportunità per il territorio in un’ennesima incompiuta, con possibili conseguenze non solo economiche per l’Ente, ma per l’intera collettività. Nessuno lo auspica ma il rischio è altissimo. Proprio per questo riteniamo che oggi serva concretezza, responsabilità e lungimiranza. Questa scelta va oltre la contrapposizione della politica di parte. Bagnara merita opere realizzate. Oggi più che mai è vietato sbagliare perché la memoria che rappresenta un luogo così importante può essere sacrificata soltanto in cambio di una certezza, non di una speranza.

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