Il nuovo libro di Mimmo Nunnari, in uscita per Rubbettino, riscopre un saggio quasi inedito di Corrado Alvaro pubblicato nel 1954 ad Harvard e rilancia il suo pensiero sulla Calabria, San Luca e la questione meridionale
E’ dedicato “Alla gente onesta e laboriosa e dimenticata di San Luca, il paese di Corrado Alvaro”, il nuovo libro in arrivo di Mimmo Nunnari, che uscirà nelle prossime settimane per Rubbettino editore, col titolo “Corrado Alvaro e la lezione americana sull’Italia del Sud“. La dedica a San Luca, dove è nato il grande scrittore, è meditata, convinta e sentita ed è contro ogni pregiudizio, precisa l’autore, spiegando che il paese di Alvaro, storicamente e inspiegabilmente abbandonato dalle istituzioni, è da sempre presentato come il simbolo di una Calabria negativa, persa e irredimibile.
“San Luca, è bollata – generalizzando – come comunità mafiosa, da cui stare alla larga, e invece – dice Nunnari – malgrado le negatività, che non si possono, e non si debbono nascondere, è da considerare il frutto amaro e indigesto dell’Italia dei preconcetti, del fallimento della nazione italiana malcerta, di quando nacquero le “due Italie” (Nord e Sud), e già si sentivano più scricchiolii che rumori rassicuranti, dentro l’edificio realizzato faticosamente con la conquista dell’Unità”.
Nunnari, nel suo nuovo libro, che in appendice presenta un saggio pressoché sconosciuto dello scrittore (un quasi inedito) ricostruisce la genesi dello scritto, pubblicato dalla rivista americana “Confluence”, dell’Università di Harward nel 1954. “In quel saggio – anticipa Nunnari – l’indimenticabile autore di “Gente in Aspromonte” parla con affetto di San Luca e dice: ‘Sono calabrese, nato in un villaggio della più remota montagna della penisola italiana, l’Aspromonte, che s’affaccia sul mare Ionio. Sono figlio di un maestro di scuola elementare, che a sua volta era figlio di un artigiano’“.
Poi, con riferimento alla Calabria, scrive: “nella mia vita di scrittore ho dedicato gran parte del mio lavoro alla gente della mia terra, facendo mio il suo rancore contro la classe dirigente. Con tutta la sua miseria una regione come la nostra rimane vicina al cuore per le sue qualità umane, per la sua capacità di sofferenza e di sacrificio, per la forza delle sue emozioni, per la sua poesia della famiglia e per la sua bellezza, che a volte richiama alla mente un monumento archeologico naturale, tragico, come la vita dei suoi abitanti“.
Nunnari, nel libro, in uscita nelle prossime settimane, sottolinea l’importanza della scelta dell’influente rivista di Harward di spiegare la strana “questione meridionale” con Alvaro, a conferma che lo scrittore di San Luca è da considerare, non solo tra i maggiori esponenti della letteratura italiana, ma anche tra gli interpreti più autentici e credibili del pensiero meridionalista.

