Il gruppo di minoranza ha lanciato sui social un dato certamente eclatante: 4 milioni e 384 mila euro di disavanzo, accompagnandolo dall’affermazione che questa sarebbe la situazione nella quale, “in soli quattro anni”, l’Amministrazione Pistolesi avrebbe condotto il Comune.
Il dato è vero. La rappresentazione che ne è stata fatta, invece, è profondamente fuorviante.
E ciò che desta maggiore preoccupazione è che non si tratta di un’informazione difficile da reperire: è lo stesso documento dal quale la minoranza ha estrapolato il dato dei 4,38 milioni a spiegare chiaramente da dove quel disavanzo proviene.
Nel Rendiconto è infatti scritto che una parte rilevantissima del disavanzo deriva da situazioni pregresse: € 4.732.858,28 accertati nel 2015, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui, e ulteriori € 1.437.348,53 accertati nel 2019, entrambi ancora oggi oggetto dei rispettivi piani di ripiano.
Al 31 dicembre 2025, il disavanzo storico ancora da ripianare ammonta a € 3.955.709,27.
Ed è questo un passaggio che deve essere molto chiaro: ogni anno il Comune è obbligato a iscrivere nel proprio bilancio le quote necessarie a ripianare quei disavanzi storici, fino alla scadenza dei rispettivi piani.
Quelle somme, quindi, compaiono ancora oggi nei nostri bilanci non perché siano debiti prodotti dall’attuale Amministrazione, ma perché rappresentano le rate di disavanzi ereditati dal passato che questa Amministrazione, come quelle che verranno dopo, è obbligata a pagare anno dopo anno fino alla loro definitiva estinzione (nel 2044 una rata da €. 157. 761,94 e nel 2033 una rata da €. 95.823,24)
Una cosa è produrre un disavanzo. Altra cosa è ereditarlo ed essere obbligati a ripianarlo. Confondere le due cose significa alterare completamente la realtà dei fatti.
La parte qualificata dagli atti come disavanzo ordinario risultante dal 2025 è invece pari a € 174.828,43e sarà ripianata integralmente nei due anni residui dell’attuale consiliatura, attraverso una riduzione della spesa.
In altri termini, mentre questa Amministrazione continua a farsi carico ogni anno delle pesanti rate dei disavanzi lasciati dalle gestioni precedenti, il disavanzo riferibile alla propria gestione verrà assorbito entro la conclusione del mandato.
Questa è la realtà dei numeri.
E questi numeri erano tutti nello stesso documento.
Per questo è difficile liquidare quanto accaduto come una semplice svista o una banale semplificazione.
Se si sceglie di citare il parere del Revisore, non si può prendere soltanto il numero che fa più rumore e omettere proprio le righe che ne spiegano l’origine.
Far credere ai cittadini che 4 milioni e 380 mila euro siano stati prodotti negli ultimi quattro anni, quando quasi quattro milioni rappresentano un disavanzo proveniente dalle gestioni precedenti, significa offrire una rappresentazione distorta della realtà.
Ed è ancora più grave quando a farlo sono esponenti politici che conoscono – o dovrebbero conoscere – la storia amministrativa e contabile del Comune e tra i quali vi sono anche soggetti che hanno fatto parte delle precedenti stagioni amministrative.
Il bilancio di un Comune è materia complessa e altamente tecnica. Proprio per questo richiede responsabilità.
Non è corretto utilizzare la difficoltà tecnica della materia per lanciare sui social un numero privo del necessario contesto, sapendo che il cittadino comune non è tenuto a conoscere le regole della contabilità pubblica e può essere facilmente indotto a credere che quel numero rappresenti il risultato della gestione dell’attuale Amministrazione.
A meno di un anno dalle elezioni, questa modalità di comunicazione appare ancora più chiaramente funzionale alla propaganda politica: si prende un dato vero, lo si priva della sua storia e lo si presenta nella forma più utile a screditare l’avversario.
Questa non è corretta informazione politica. È strumentalizzazione dell’informazione.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di correttezza istituzionale. Le prerogative di accesso riconosciute ai consiglieri comunali sono funzionali all’esercizio del mandato e non si traducono automaticamente in una facoltà indiscriminata di diffusione. Il gruppo di minoranza ha invece disatteso le indicazioni normative e i doveri di prudenza che impongono particolare cautela nella divulgazione di documenti relativi a proposte di deliberazione non ancora formalizzate né pubblicate, rendendo pubblici sui social persino stralci del parere del Revisore prima che il procedimento fosse compiutamente definito e portato nella sede istituzionale competente.
Non era mia intenzione anticipare il dibattito sul Rendiconto prima della sua approvazione. Avrei preferito illustrarne compiutamente i contenuti nella sede istituzionale competente, il Consiglio comunale.
Ma, di fronte alla gravità del messaggio diffuso, ritengo doveroso chiarire fin da ora almeno un punto essenziale:
l’Amministrazione Pistolesi non ha prodotto in quattro anni un disavanzo di 4 milioni e 380 mila euro.
Ha, al contrario, continuato a iscrivere e pagare le quote di disavanzi formatisi molti anni prima del suo insediamento e provvederà a ripianare, entro la conclusione della consiliatura, il disavanzo ordinario riferibile al 2025.
Tutti gli ulteriori elementi, compresa la composizione del risultato 2025 e le modalità previste per il relativo ripiano, saranno illustrati con precisione e documenti alla mano in occasione della seduta consiliare dedicata al Rendiconto.
Ai cittadini rivolgo un invito semplice: quando sui social vengono lanciati numeri così importanti, non fermatevi al titolo. Andate alla fonte, verificate gli atti e chiedetevi sempre cosa non vi è stato raccontato.
La critica politica è legittima. Anche la propaganda lo è.
Ma prendere un dato vero e raccontarlo a metà può produrre una falsità ancora più efficace di una notizia inventata.
Bagnara merita un confronto politico più serio.
I numeri si possono discutere.
Si possono criticare.
Ma non si possono manipolare.
Il Vice sindaco – Assessore al Bilancio, Programmazione e risorse economiche
Santa Parrello

