Sono poco più di venti donne, delle più svariate età, con occupazioni diverse, ma di una sola Fede, tutte devote a Sant’Antonio. Nasce nel 2013 in un piccolo quartiere di Rosarno un Comitato Spontaneo, ad opera di qualche fedele, che si lega indissolubilmente ad una piccola immagine posta a protezione di un lembo di strada, un piccolo, tuttavia significativo vialetto ove in modo celere si inizia a radunare un gruppo di preghiera. E i passanti e le passanti si emozionano a vedere, giungendo anche per le prime volte a Rosarno, lungo Via Maria Zita, o passando per faccende varie per le proprie vie del paese, un umile spazio che è diventato ormai chiesa all’aperto. Un’immagine di Sant’Antonio, una targa che denomini quella bella e curatissima striscia di terra, un’infinità di gigli bianchi, com’è noto, cari al Santo padovano e tutto d’intorno acquisisce un colore nuovo, un significato simbolico che vuol dire amore per le case, per il luogo, per la gente.
Nel tempo, così, dalle piccole spontanee riunioni per recitare il Santo Rosario in onore del giovane Sant’Antonio tutto prende più forma, il tono religioso primeggia, ma anche la voglia di stare insieme, ridere in armonia, cantare e fare festa diventano un appuntamento importante. Giorno 13, festa di Sant’Antonio, non è mancata la Santa Messa, officiata dal Parroco Don Cosimo Furfaro, che ha benedetto il pane, dono della gente fedele, e ha elargito parole di conforto e di lode per tutta l’assemblea. I festeggiamenti civili, svolti giorno 17, quindi più tardi, in segno di rispetto ad una perdita di quartiere nei giorni precedenti, si completano di fuochi d’artificio, sfilate di Giganti di cartapesta, di musica live con DJ Set di Domenico Rullo Over Song e soprattutto la capacità di attirare le famiglie, i bambini e le bambine. Sono bastate le preghiere, la devozione e la fede per valorizzare un altro punto urbano della città, che offre sempre più segni di vitalità e benessere.
Caterina Restuccia


