Prendiamo atto con sollievo del lieto fine e delle scuse dell’assessore al Turismo nei confronti del giornalista Graziano Tomarchio. Salutiamo positivamente il chiarimento tra l’assessore ed il giornalista, arrivatoperò solo dopo un imbarazzante tentativo via social di derubricarel’accaduto ad un semplice fraintendimento tra amici e addirittura ipotizzare un tranello ordito dalle forze di minoranza che, per tramite del giornalista, avrebbe dato sfogo ad un presunto “rancore post-elettorale”. Questo è ormai il modus operandi ricorrente di questa maggioranza: piuttosto chefare ammenda dei propri limiti e dei propri errori, si preferisce spostare il problema sugli altri. Bene il chiarimento tra i due protagonisti, ma quello che rimane di questa querelle è un giornalista che fa il suo lavoro ed un assessore al turismo che,nervosamente e con toni e parole inaccettabili per un rappresentante delle istituzioni, si sottrae al dare notizie sull’opera più negativamente impattante sulla stagione turistica del paese, non solo per le attività commerciali di Chianalea, ma soprattutto per l’immagine di una Scilla turistica che non riesce a collegare (fosse anche con delle navette) il suo borgo più bello con il suo quartiere più frequentato.
La verità è che questa amministrazione si sta limitando a gestire passivamente l’eredità lasciata dalle Commissarie prefettizie, senza aver inciso minimamente o concretamente per il reale rilancio del territorio. Se la polemica con la stampa si è chiusa, i problemi reali di Scilla restano tutti drammaticamente aperti. Il paese ha bisogno di una visione strategica, non di liti di quartiere, perché la realtà odierna ci consegna un territorio fermo al palo, vuoto e all”autogestione. La stagione estiva stenta a decollare, i turisti non si vedono e, per le attività economiche di Chianalea, l’avvio dell’estate è stato di fatto rimandato di oltre un mese a causa della totale assenza di pianificazione con enormi perdite economiche per i ristoratori e gli esercenti che autonomamente spiegano ai turisti i percorsi alternativi per raggiungere il borgo di fronte alla totale assenza dell’amministrazione.
Le criticità sommergono la nostra comunità e non si intravedono soluzioni concrete. Non si parla di come risolvere l’emergenza spazzatura, della perenne carenza d’acqua, o di tasse comunali arrivate ai massimi storici. Il campo sportivo è totalmente dimenticato e le case popolari restano non assegnate a causa della mancata pubblicazione del nuovo bando ad un anno dall’insediamento nonostante i ripetuti solleciti.
Sul fronte delle opere pubbliche PNRR, prendiamo atto della consegna dei lavori per l’asilo nido di Favazzina. Auspichiamo fermamente di non dover rivivere gli stessi identici disagi e ritardi subiti da Chianalea, ritrovandoci con un cantiere aperto in piena estate. Parliamo, tra l’altro, di un’opera dalla dubbia utilità sociale per la frazione, visto che la carenza di nidi non è certo una priorità a causa del forte calo delle nascite.
Sul piano strettamente politico-istituzionale, inoltre, registriamo ancora il silenzio più assoluto sulla presa d’atto delle dimissioni per incompatibilità del consigliere Sgarlata, nonostante la nostra richiesta avanzata agli uffici comunali fin dalla fine di maggio.
Siamo dunque felici per il chiarimento tra l’assessore e il cronista, perché è stata negativamente coinvolta l’intera comunità e per questo le scuse dell’assessore erano necessarie e doverose,ma i cittadini scillesi aspettano risposte concrete sul presente e sul futuro per sperare in un lieto fine diverso da quello che si vive in queste sere di giugno passeggiando tra le strade indecorose e deserte del lungomare, del centro, di Chianalea e di tutte le frazioni.
Carmen Santagati e Giuseppe Mangeruca

