L’ordinanza con cui il Comune vieta balneazione, pesca e attività sportive in mare nelle zone di Melarosa, Martorano ed Ex Lido arriva in un momento delicatissimo: a pochi giorni dall’avvio della stagione turistica. Un provvedimento grave, che fotografa una situazione emergenziale che non nasce oggi, ma che è il risultato di anni di ritardi, fragilità infrastrutturali e incapacità di programmare interventi realmente risolutivi. Ed è inevitabile una riflessione politica e amministrativa.
Negli ultimi anni si è parlato di milioni di euro spesi tra rete fognaria, depurazione, manutenzioni, interventi straordinari, somme urgenze e fondi pubblici destinati al territorio. Sono stati annunciati investimenti importanti, opere strategiche, interventi risolutivi. Eppure oggi, nel pieno della vigilia estiva, Bagnara Calabra si ritrova con tratti di costa interdetti, con il divieto di balneazione e con l’immagine di un territorio che rischia di presentarsi ai turisti come impreparato e fragile.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice:
come è possibile che dopo tutti questi fondi spesi non si riesca ancora a garantire nemmeno una spiaggia pienamente fruibile e sicura?
Una località che vive di mare, turismo, ristorazione e accoglienza non può permettersi ordinanze di questo tipo all’inizio della stagione estiva. Ogni giorno di divieto significa danni per:
● attività commerciali;
● lidi e ristoranti;
● operatori turistici;
● pescatori;
● immagine del territorio.
Ed è ancora più grave se si pensa che parallelamente aumentano tributi, tariffe e spesa corrente, mentre i servizi essenziali continuano a mostrare criticità enormi.
La Bagnara che VogliAmo

