“La pronuncia del TAR Lazio, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana, rappresenta un punto fermo: non si possono utilizzare strumenti giudiziari per fini meramente ideologici, scaricando poi icosti sui cittadini.
Si tratta di unabocciaturachiaracheconferma quanto già evidenziato in questi mesi: il contenzioso avviato dagli enti locali era privo di solide basi giuridiche ed esponeva il Comune al rischio di uno spreco di risorsepubbliche.
Da un lato siaccettano opere compensative legate al progetto, dall’altro si promuovono ricorsi contro la stessa opera. Un atteggiamento incoerente che ha prodotto solo confusione e costiinutili per la collettività.Il tutto in un quadropiùampio di contraddizionipolitiche e amministrative.
Il Ponte sullo Stretto è un’infrastruttura strategica per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. Non è una battaglia di parte, ma una grande opportunità di sviluppo, lavoro e crescita per inostriterritori.
È arrivato il momento di abbandonare logiche di scontro e propaganda e di lavorare seriamente per tutelare i cittadini, evitando ulteriori azioni giudiziarie destinate a fallire e cherischiano solo di aggravare le cassepubbliche.
Per troppo tempo si è scelto di radicalizzare il confronto, trasformando un temastrategico in unabandieraideologica. I cittadini, invece, chiedonoserietà, tutela e visione. Nessunopuòpensarecheun’opera di rilevanzanazionalepossaessererealizzata senza garanzie per il territorio, ma allostesso tempo non è accettabileostacolarla con azionigiudiziarieinfondate.
Le opere strategiche di interesse nazionale non sidecidononeiConsigli comunali né neiTribunaliamministrativi, ma nellesediistituzionalicompetenti.Aiterritoriinvecespetta il compito di farsitrovarepronti e responsabili.Continuareadostacolarlesignificarallentare lo sviluppo del territorio e privare Villa San Giovanni delle opportunitàchemerita.”

