SCILLA L’omaggio al giudice Scopelliti dell’APS Chianalea

In ricordo del giudice Antonino Scopelliti, ucciso dalla ‘ndran gheta il 9 agosto 1991, si è svolto in piazzetta Porto Salvo un incontro molto partecipato promosso dall’Aps Chianalea, in collaborazione con la Fondazione Antonino Scopelliti e patrocinata dal Comune di Scilla. Ospite della serataRosanna, figliadel giudicee presidente della Fondazione: «Mio papà è stato un punto di riferimento per Campo Calabro e grazie alla sua carriera e al suo impegno ha sostenuto il nostro territorio,è statononsolo uncittadino ma parte integrante. Bisogna trovare il senso a quella morte, il vuoto per la morte di mio padre continuo a sentirlo ma lo sarebbe ancoradi più se nonci fosse un impegno nelle attività della Fondazione, negli incontri con le scuole, nella memoriae nella voglia di condividere iniziative come questa che rende viva la memoria di papà. Parlarne è uno schiaffo in faccia alle persone chelo hannouccisoeche lovolevano dimenticare e che volevano togliere senso a questa morte, facendola passare come una delle tante vittime della protervia dei mafiosi». Secondo Rosanna Scopelliti il territorio è cambiato, diventato più reattivo al dolore e all’umiliazione di essere riconosciuti come territorio di mafia: «Dopo l’omicidio Fortugno abbiamo una reazione che parte dai ragazzi, si creano i movimenti, gli studenti portano le lenzuola bianche come avvenuto a Palermo dopo l’uccisione di Falcone e Borsellino. A un certo punto i giovani hanno deciso e scelto di dire “no”aquesto stereotipo». Si è poi soffermata sulle attività svolte dalla Fondazione e sul protocollo d’intesa con il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria a supporto del reinserimento dei ragazzi.

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