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A Bagnara Calabra un gruppo di volontari lavora al recupero della scalinata e del fortino francese

Fortino franceseFortino franceseRecuperare e rendere fruibile un sentiero, per offrire sicurezza e far conoscere la sua storia. È quello che sta accadendo lungo un tratto della Costa Viola (RC), dove agli inizi dell’800 i francesi fecero costruire un fortino. Qui, l’emblematico tunnel militare di Murat, termina con un’apertura centrale che veniva occupata dagli obici, a difesa della Baia di Rocchi in eventuali incursioni inglesi.
Partendo da Bagnara Calabra, e camminando in direzione nord, questo percorso si congiunge col sentiero del “Tracciolino” fino a Palmi. Ben visibile, grazie al lavoro di ripristino di un gruppo di volontari, è oggi la scalinata del fortino che porta fino al mare, la stessa che tramuta “Il Sentiero Francese” in “Il Sentiero del Vino”. La scalinata, infatti, in tempi più recenti serviva alle “bagnarote” per trasportare i cofani pieni di uva fino alla spiaggia, caricati sulle barche e destinati ai palmenti. Queste donne infaticabili, usavano interporre fra la testa e l’oggetto da trasportare, la cosiddetta “curuna” (corona), intrecciata in modo da non potersi disfare, simile, come è stato osservato, a quelle che si possono ammirare sulle teste delle Cariatidi al Museo del Partenone di Atene. E se, nella ricostruzione etimologica, le Cariatidi erano "donne della Caria" (regione storica dell'Anatolia), punite, rese schiave dai Cari per aver appoggiato i Persiani e ritratte dagli scultori nell'atto di portare un peso enorme, segno di tradimento; le nostre “Bagnarote” con le loro “corone”, non possono che assumere il ruolo di “Regine della Costa Viola”.
 
Barbara Cutrupi