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Referendum per una Regione dello Stretto: se n'è parlato ieri a Reggio Calabria

La Regione dello StrettoLa Regione dello StrettoSi è svolta ieri al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria la conferenza stampa in cui gli intellettuali Tonino Perna e Daniele Castrizio hanno lanciato la propria proposta di un referendum per l’unione comunale dello Stretto. L’obiettivo è convincere un terzo dei consigli comunali di Reggio e Villa San Giovanni ad indire tale consultazione per come prevista dai propri statuti, oppure in alternativa raccogliere le firme del 30% dei cittadini aventi diritto al voto.

«Noi abbiamo bisogno di una Regione dello Stretto, la Costituzione lo permette ed offre tutti gli strumenti per avviare tale iter, il cui primo passo è l’Unione Comunale tra Reggio, Messina e Villa San Giovanni in questo momento – spiega Perna – Dopodiché si avvierà gradualmente il coinvolgimento di tutti gli enti locali su ambo le sponde e rientranti in un raggio di cinquanta chilometri dall’ideale centro dello Stretto. L’adesione al progetto è aperta a tutti, a patto che nessuno ne assuma l’egemonia. L’argomento ha oltre cinquant’anni di convegnistica alle spalle, centinaia di conferenze e migliaia di soluzioni in tasca e mai applicate. Le rivoluzioni vincono quando divengono trasversali. Il grande fine del Referendum sarà innanzitutto quello di sapere con certezza quanti fra i nostri concittadini credono in questo progetto».

Dopo la conferenza stampa da Palazzo Zanca a Messina è arrivato un no istituzionale all’iniziativa, dove il vicesindaco ha dichiarato la propria estraneità ad un’azione, a cui negherà il supporto. C’è da aggiungere che una delle motivazioni di pancia che portarono alla vittoria dell’attuale amministrazione su quella dell’ex sindaco Renato Accorinti, fu proprio la mancata apertura da parte della Giunta di Reggio. Infatti l’attuale sindaco Giuseppe Falcomatà, sulla stampa riscopertosi paladino dell’iniziativa, non ha mai neanche preso in considerazione l’idea di nominare un assessore d’oltre Stretto, a differenza del suo ex parigrado messinese, che chiamò a sé ben due reggini.

Francesco Ventura