Sabato, 17 Novembre 2018
 
  
  
  
 
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PALMI “San Rocco”, presentata la seconda edizione riveduta e aggiornata del libro-romanzo storico di Oreste Kessel "Pace"

La copertina del libro di PaceLa copertina del libro di PacePALMI CALABRO (RC) - Seconda edizione, riveduta e aggiornata, con addirittura l’aggiunta di nuovi capitoli rispetto alla prima edizione, per il romanzo storico “San Rocco” dello scrittore palmese Oreste Kessel Pace. Presentato al Salone Internazionale dell’Editoria di Torino e in importanti sedi dove il culto è vivido, l’opera è già stata premiata dal compianto critico letterario professore emerito Antonio Piromalli con il Fata Morgana e da critico Antonio Albanese e Vittorio Sgarbi con il Premio Calabria Cultura e Turismo.

Secondo le ricostruzioni storiche più recenti e attendibili, Roch nacque verso il 1345/50 a Montpellier, una ricca città francese in Linguadoca, e morì verso il 1376/79 a Voghera, in Italia. Le antiche agiografie affermano che i genitori, forse nobili e certamente benestanti, si chiamavano Libera e Giovanni. Dio concesse la grazia ai due sfortunati coniugi di avere un figlio solo dopo molti anni di intense preghiere; il neonato nacque con una croce vermigliaincisa nel petto. Rocco crebbe, sicuramente, in un clima di profonda religiosità e, infatti, dimostrò una precoce vocazione alla carità cristiana. Nato in un periodo in cui imperversava la peste, probabilmente ebbe subito un profondo rispetto verso gli ammalati. Persi i genitori a circa 20 anni ed essendo l’unico erede, decise di donare ogni cosa in beneficenza e di indossare l’abito del pellegrino. Fu in moltissimi luoghi d’Italia per assistere gli appestati e produrre addirittura guarigioni, non solo negli ospedali, divenendo immediatamente famoso nonostante viaggiasse nel completo anonimato. Probabilmente giunsead Acquapendente nel 1367, quindi girovagò per l’Italia centrale inseguendo la peste. Fu a Roma nel 1368 dove guarì anche un cardinale il quale lo presentò al Papa, che secondo questa cronologia non poteva che essere Urbano V. Viaggiò quindi fino a Cesena, Rimini, la Marca Trevigiana e Piacenza (anno 1371) dove una notte, all’interno di un ospedale, si accorse di essersi a sua volta ammalato. Un terribile bubbone all’inguine cominciò a tormentarlo. Decise immediatamente di lasciare la città e si rifugiò in una grotta, tradizionalmente identificata in Sarmato. Qui fu trovato agonizzante da un cagnolino che si prese cura di lui, portandogli del pane e aiutandolo a guarire (legenda). Fu proprio il cane ad accompagnare nella grotta il suo padrone, un ricco uomo del luogo di nome Gottardo (considerato, da alcuni storici, della famiglia Pallastrelli); egli si prese cura di Rocco e, nonostante non ne conoscesse il nome e la fama, fu da lui indotto a lasciare tutte le ricchezze, vestire un ruvido sacco e darsi alla carità cristiana. Guarito, Rocco cercò di tornare in patria, ma lungo la strada fu scambiato per una spia politica, arrestato e condotto in carcere a Voghera (fra il 1371/2 ed il 1374), dove mori circa cinque anni dopo.

Questa nuova veste editoriale fa parte di una collana dedicata ai libri di O. Kessel Pace (di cui fanno parte gli ormai famosi “Mythos”, due edizioni del saggio “Popoli del mare” e il nuovo “La ragazza senza corpo” con vendite non solo in Italia, come del resto anche il romanzo storico “S. Elia Juniore” (Kaleidon Edizioni), “Sculla” (Città del Sole Edizioni) “Artemide”, “Rhegion” ed altri. 

Il libro vanta l’introduzione nientemeno che di uno dei più importanti saggisti di San Rocco, il professore Paolo Ascagni, direttore del “Comitato Scientifico Internazionale per gli Studi su San Rocco e la Storia Medievale” di cui l’autore palmese è unico membro in Calabria. In copertina l’immagine più antica e certa di San Rocco, personaggio storico tra i più venerati della religione cristiana. Le dimensioni del libro, di oltre 280 pagine, sono perfettamente concilianti con un classico semi tascabile, elegante, sinuoso e comodo da mettere in qualsiasi libreria. L’opera è ambientata in un XIV secolo devastato dalla peste bubbonica che annienta oltre il settanta percento degli uomini del pianeta, di fatto rischiando l’estinzione e riconfigurando l’Umanità sotto ogni profilo sociale, economico, culturale.

Sigfrido Parrello