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VILLA SAN GIOVANNI Tre macigni che pesano sulla Città: nota stampa del Partito Democratico

  • Categoria: Politica

VILARDI CICCONE MUSOLINOVILARDI CICCONE MUSOLINOL’Amministrazione Siclari continua il suo lavoro teso a delegittimare il Consiglio Comunale, le sue Commissioni, e a sottrarre, così, al dibattito pubblico le scelte più importanti ce riguardano Villa.

La vicenda Piazzale Anas, in tal senso, assume un significato paradigmatico se solo si fa attenzione all’ iter della acquisizione dell’area nella disponibilità del Comune. E’ iniziato tutto, è bene ricordarlo, con la firma da parte del Sindaco di un contratto di concessione che ha imposto alla Città – che ne è venuta a conoscenza a cose fatte - un importante canone annuale di più di 200.000 euro.

Questa dinamica contrattuale continua, in questi giorni, con l’avvio di una procedura negoziata - per addivenire ad una sub concessione per la gestione del Piazzale - che è stata deliberata dalla Giunta senza che il Consiglio, e quindi la Cittadinanza, abbia potuto dire la sua sui criteri, i termini e le condizioni dell’affidamento ai terzi; ed addirittura lo stesso avviso pubblico rimanda all’eventuale lettera d’invito alla negoziazione, con il singolo partecipante alla procedura, per la precisazione di criteri, termini e condizioni, lasciando, quindi, alle “chiuse stanze” dei potenti pro tempore il destino di Villa.

Un destino delineato autonomamente e, quindi, autoritativamente dal Sindaco Siclari che, con questa operazione al buio, appalta fino al 31/12/2034 il traffico e l’inquinamento al centro di Villa.

Lo stazionamento dei tir, la movimentazione e l’impiego dei passaggi per l’imbarco, l’uso di un’area strategica, viene inserito, quindi, all’interno di un avviso esplorativo per acquisire manifestazioni di interesse funzionali all’incasso di un canone base di 350.000 euro.

Ed è qui che l’operazione così articolata svela un altro suo grande limite: la famosa esigenza di “fare cassa”, la ricerca spasmodica di fondi, sull’altare della quale l’Amministrazione Siclari è pronta a svendere il diritto alla salute dei cittadini di Villa, al netto dell’esoso canone che il Comune dovrà versare ad Anas, porterà ad un introito pari, forse, a 100.000 euro.

Ne vale davvero la pena? Vale la pena di consegnarsi proni a questo o quel “padrone del vapore”? E’ giusto che il Sindaco Siclari, bypassando il Consiglio, sottraendosi al confronto dialettico con le forze politiche e sociali della Città, abbia deciso di mandare in soffitta il progetto - più volte confermato, negli anni, dal voto consiliare - del Polmone di Stoccaggio e della riqualificazione del Piazzale Anas ad area verde da consegnare al legittimo uso dei villesi?

Si può fare tutto questo, si può avviare un “negozio giuridico”, un confronto privatistico con forze ed interessi economici enormi – quelle forze che muovono i tir per Villa – senza il consenso dei cittadini? Non rischia, tutta la procedura, di esitare in un patto sconsiderato tutto a discapito degli interessi dei villesi, rappresentati con il cappello in mano innanzi ai Signori dello Stretto?

Villa con il cappello in mano, quindi, depauperata delle sue risorse economiche, con un Ente dinnanzi al baratro del dissesto, senza un quattrino per spese per investimenti, senza strategia né risorse per il futuro.

Ed anche sulle Economie dell’Ente Comunale occorre farsi alcune domande e tentare di offrire analisi e risposte. Risposte che, ormai, non sono solo quelle del Partito Democratico che, ogni anno, fa le pulci al bilancio e che da ultimo, con l’interrogazione del 30/05/2019, ha puntato il dito sul problema della liquidità e dei residui, sulla cattiva gestione contabile di questa Amministrazione.

A settembre, infatti, è intervenuta la Corte dei Conti a certificare il disastro del triennio 2015-2017; un disastro tutto in continuità e che rivela il protagonismo del Sindaco Siclari, uomo di tante stagioni, già Vicesindaco ed Assessore, importante attore nell’esercizio di una finanza creativa ormai certificata come critica e insostenibile da una deliberazione della magistratura contabile che, al di là dei tecnicismi, parla chiaro quando “accerta”: 1. l’inosservanza delle regole contabili con riferimento ai crediti e ai debiti dell’Ente; 2. la reimputazione arbitraria dei residui attivi e passivi;; 3. l’anomalia delle anticipazioni di liquidità; 4. la sottostima degli accantonamenti; 5. il disastro dei flussi di riscossione dei tributi: 6. la mancata comunicazione di un cronoprogramma di spesa; 7. la scarsa attendibilità delle previsioni di entrata; 8. l’ imponente presenza di una massa debitoria pregressa e la costante produzione di debiti fuori bilancio.

Il tutto apparecchiato e “condito” attraverso l’implementazione straordinaria del ricorso a mutui e prestiti non per le spese di investimento ma per esigenze ordinarie e spicciole, e sotto la Spada di Damocle rappresentata dalle “richieste risarcitorie” promosse contro Villa provenienti da soggetti terzi, da appetiti che dovrebbero essere lontani mille anni luce da chi gestisce la Cosa Pubblica.

La Corte dei Conti, per tanto, con la sua pronuncia indica misure correttive ed invita all’adempimento chi, al vertice di questa Amministrazione, è stato parte attiva del disastro in essere, chi non ha saputo che balbettare risposte prive di contenuto di fronte all’emersione di questo scossone contabile che significa semplicemente una cosa: Villa è al dissesto e i colpevoli sono qui a gestire il cupio dissolvi di una Comunità basita, allo sbando.

Da ultimo, ancora un terzo macigno sulle spalle di noi tutti, ancora un esempio della gestione della Amministrazione Pubblica, allo stesso tempo approssimativa e subdola, in solitaria, senza articolazione di dibattito, posta in essere dal Sindaco Siclari e da ciò che rimane del Centro-Destra villese.

Con la vicenda del molo sottoflutto e degli specchi acquei, infatti, questa Maggioranza ha dato il meglio di sé, perché il nascondimento degli intenti, l’oscurità delle procedure poste in essere, ha colpito non solo i cittadini e il Consiglio Comunale e anche all’interno della Giunta, nel rapporto equivoco con gli Uffici e i Responsabili, nell’omissione delle necessarie richieste di parere alla Avvocatura dell’Ente, il Sindaco Siclari ha mostrato il suo ormai tipico riflesso autoritario, di uomo solo al comando che, come tale, fa fughe in avanti, compie errori evidenti e corre ai ripari con pezze peggiori del buco.

Ed infatti, è insensata la successione di delibere di giunta sulla assegnazione stagionale dei lotti destinati a campi boe e posa tavolini e sedie.

In attesa della concessione pluriennale con apposita gara, infatti, la Giunta Siclari, in un’ottica di affidamento “stagionale” del servizio, ha dapprima coinvolto l’Ufficio Tecnico Urbanistico in una improvvida procedura di “manifestazione d’interesse” che ha riguardato aree prospicienti attività commerciali e, quindi, come tali, interessanti solo ed esclusivamente per queste attività, con violazione di principi di libera concorrenza; ed, inoltre, altre aree implicate in provvedimenti di sgombero/sequestro e, dunque, al momento non concedibili, per poi – sulla scorta della reazione degli Uffici, allertato di possibili ricadute penalistiche, censurato dalla stessa Avvocatura Civica finalmente coinvolta – correre ai ripari, rimangiandosi tutto, rettificando la deliberazione di Giunta e ingenerando confusione su confusione.

E le stesse aree del Molo di Sottoflutto non sono state esenti dalla tempesta perfetta concepita dagli interventi amministrativi della Giunta Siclari e dalla confusione creata tra stagionalità della concessione e destinazione di aree, per più lungo termine, a favore delle associazioni normativamente preposte alla tutela del mare, con l’effetto finale e paradossale di ricomporre surrettiziamente – nel prossimo avviso di manifestazione d’interesse - i due lotti del Molo di Sottoflutto, sancendo la possibilità di concederlo ad un solo soggetto giuridico!

E la trasparenza? Lo Stato di Diritto? L’Efficacia e l’Efficienza dell’azione amministrativa? Di certo tutti valori e principi che non hanno casa a Villa.