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Svolto a Villa San Giovanni il convegno sul regionalismo differenziato, organizzato dai democratici dello Stretto

  • Categoria: Politica

MARINO IRTO MUSOLINOMARINO IRTO MUSOLINOSabato 13 Aprile, presso l’Hotel La Conca di Villa San Giovanni, si è tenuto l’incontro seminariale organizzato dai democratici dello Stretto sul tema del regionalismo differenziato e della c.d. “secessione dei ricchi”.

Mentre il Governo nazionale tenta di far passare sottotraccia l’ennesimo favore alla Lega a danno dei diritti di cittadinanza dei meridionali, il Partito Democratico di Villa ha invitato il prof. Domenico Marino, titolare della cattedra di Politica Economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, per affrontare questioni solo apparentemente tecniche ma con profondi risvolti politici e sociali: il residuo fiscale, l’acquisizione di nuove competenze legislative, la regionalizzazione della Scuola e della sanità, il diritto di trattenere in loco i 9/10 delle entrate Irpef e Iva.

Ed insieme al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Nicola Irto e al Capogruppo PD all’Assise regionale, Seby Romeo, sono stati raggiunti dei punti fermi, delle acquisizioni di conoscenza che è compito del Partito democratico e di tutti i cittadini del Sud comprendere e veicolare:

La secessione dei ricchi, di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, significa essenzialmente appropriarsi della fiscalità generale, negare redistribuzione e servizi ai territori più poveri, creare cittadini di serie A e di serie B, contraddire la Costituzione Repubblicana che prevede perequazione e precisi doveri di solidarietà nazionale.

Siamo, in effetti, al paradosso: sono i c.d. Sovranisti a tentare di distruggere definitivamente l’Unità nazionale; Sovranisti che, nonostante i tanti voti presi, hanno deciso di abbandonare alla deriva un Sud dipinto e rappresentato come irredimibile.

A tutto questo il Consiglio Regionale della Calabria, primo tra tutte le regioni meridionali, ha opposto la sua ferma indignazione attraverso formali iniziative politico-istituzionali. Non si può, infatti, sottrarre dal dibattito pubblico un tema – quello del trattenimento delle risorse fiscali presso i territori con il reddito pro capite più alto – che rischia di sfaldare - per puro egoismo - la comunità nazionale.

Tanti sono stati gli errori e la Sinistra italiana non è esente da critiche e zone grigie: la riforma del Titolo V della Costituzione approvato nel 2001 ha infatti aperto la strada a queste forme di regionalismo spinto che, alla lunga, porteranno nocumento alle stesse regioni che ne hanno chiesto oggi l’applicazione.

Sulla sanità, va ricordato, il Referendum costituzionale proposto da Renzi nel 2016 avrebbe condotto, se approvato, ad una vera nazionalizzazione della Salute ma, purtroppo, questo tentativo illuminato non è stato compreso dai cittadini.

Nulla però è ancora perduto ed oggi dalla Calabria, da Villa, parte alto un appello al Partito Democratico, alla Sinistra italiana, a tutte le forze democratiche davvero legate al concetto di Patria e di Repubblica: è necessario opporre chiarezza e conoscenza ad opacità e nascondimento della realtà.

Occorre parlamentarizzare il dibattito in corso, occorre rendere pubblici gli incontri preparatori delle Intese con le regioni interessate, è necessario sentire la voce, rappresentare anche gli interessi delle regioni meridionali, prima che il neo Leghismo in salsa Salviniana – incredibilmente popolare anche nei nostri territori - consumi l’ennesimo scippo a danno dei più deboli.