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Accordo all'Iccat su piano per riduzione pesca pesce spada

1 pescespada1 pescespadaBRUXELLES - Approvato il Piano per la pesca del pesce spada nel Mediterraneo, che fissa una quota per il 2017 pari a 10.500 tonnellate. Di fatto entrerà in vigore un sistema di quote, diminuendone ogni anno, come avvenuto già per il tonno rosso. La riduzione sarà del 3% dal 2018 al 2022 per ogni anno, per un totale complessivo del 15%. Lo ha deciso l'assemblea plenaria dell'Iccat, l'organizzazione internazionale per la conservazione dei tunnidi nell'oceano Atlantico e mar Mediterraneo in Portogallo. Entro febbraio 2017 l'Iccat dovrà stabilire uno schema di ripartizione della quota tra i diversi Paesi dell'Ue.

Il Piano per la ricostituzione di stock di pesce spada nel Mediterraneo, proposto dall'Esecutivo Ue e accolto dai Paesi della costa Sud del Mare Nostrum, è un'ancora di salvezza che l'Unione europea ha contribuito a gettare. Così il commissario Ue alla pesca Karmenu Vella esprime la propria soddisfazione per la decisione odierna. Il Piano avrà inizio nel 2017 e si applicherà - spiega Bruxelles - ''per i prossimi 15 anni con l'obiettivo di raggiungere il rendimento massimo sostenibile'' per la specie. Gli altri partner coinvolti in questa attività di pesca sono Tunisia, Marocco, Algeria, Turchia e Libia, con cui l'Ue dovrà suddividere il totale ammissibile di catture di 10.500 tonnellate (equivalente alle catture globali del 2015 ndr), che verranno ridotte gradualmente nei prossimi 5 anni fino a un massimo del 15%.

L'accordo raggiunto - sottolinea ancora Bruxelles - migliora anche le misure tecniche e di controllo nel settore. Questo include l'aumento della dimensione minima per proteggere il novellame, il controllo della pesca sportiva e ricreativa, la registrazione e la segnalazione delle catture, l'introduzione di un regime di ispezioni internazionali e l'invio di osservatori scientifici. Il piano tiene pure in considerazione le specificità socio-economici della piccola pesca artigianale in tutto il Mar Mediterraneo. ''L'Unione europea - ha tenuto a sottolineare il commissario Vella - detiene una responsabilità speciale per salvare il pesce spada (la flotta Ue è infatti responsabile di quasi l'80% delle catture). Lo dobbiamo ai nostri pescatori, soprattutto quelli di piccole dimensioni. Migliaia di posti di lavoro sarebbero minacciati se non avessimo trovato oggi un accordo su questo importante passo''.

In questo processo - ha aggiunto - ''sono stati fondamentali gli impegni assunti in occasione del seminario ad alto livello svoltosi a Catania all'inizio di quest'anno e la conferenza ministeriale tenutasi a Bruxelles lo scorso aprile. Ora abbiamo posto le basi per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile di questa specie iconica. Non vedo l'ora - ha concluso - di un'ulteriore cooperazione con i paesi del Mediterraneo al di fuori dell'Ue per continuare a migliorare la gestione del Mare Nostrum''. (Ansa - Europa)