Sabato, 27 Novembre 2021
 
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Giuseppe Idone: da Campo Calabro a Brescia parlando Greko

Giuseppe IdoneGiuseppe IdoneTra le classi delle scuole medie nel bresciano, ci si può sorprendere sentando di tanto in tanto qualche studente dire «cheramine», ossia «grazie» in lingua greca di Calabria, in frasi declinate con tono prettamente lombardo. Il segreto di questo aneddoto sta tutto in un giovane insegnante, supplente e precario come tanti, di nome Giuseppe Idone, proveniente da Campo Calabro e da oltre due anni attivista per questa lingua minoritaria, che ha il suo cuore nella Jonica reggina.

«Il greco è ovunque e mi fa sentire sempre a casa. Una volta, durante un consiglio docenti, ho scoperto che un mio collega sapeva parlare greco moderno. Da allora quando ci incontravamo discutevamo in greco assieme, io col mio e lui col suo. È stato un modo per fare amicizia al di fuori degli ambienti scolastici – spiega Giuseppe Idone – Nel gruppo di attivisti per la lingua greco-calabro siamo molto social ed i miei studenti lo sono ancora più di noi. È stato facile per alcuni dei miei allievi trovare video o post in cui io ed altri miei amici parlavamo in greco. In una classe in particolare, a Vestone, i bambini avevano per affetto iniziato a salutarmi la mattina con un “kalimera” ed a chiedermi il permesso per andare in bagno con un “parakalo” anziché usare il “per favore”. Per me il greco è la lingua del cuore, il modo con cui porto sempre con me una parte delle mie radici».

Giuseppe Idone fa parte di quella parte di giovani calabresi rimasti al Nord in questo periodo di pandemia. Trascorre le giornate studiando per il concorso, col quale potrebbe diventare insegnate di ruolo, svolgendo le lezioni in tele-didattica, coi suoi studenti, e le video conferenze, con gli altri attivisti legati alla scuola estiva e pagina social “To ddomadi greko – La settimana greca”, organizzata dall’associazione “Jalò tu Vua” di Bova Marina. Da Campo Calabro a Brescia, parlando una lingua millenaria, che scorre placida come la fiumara dell’Amendolea. Gira che ti rigira, è vero che la Calabria ti sorprende sempre.

Francesco Ventura