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Elezioni amministrative, due sole liste a Bagnara Calabra

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Alcuni mesi fa, con una riflessione scritta e pubblicata, anticipavo che la partita (elettorale) che stava per avviarsi a Bagnara sarebbe stata un appuntamento da non sprecare per le forze politiche in campo, perché il margine di poter fallire era ormai ristretto davanti alla enormità dei problemi vecchi e nuovi, lungamente disattesi, rimasti ancora purtroppo irrisolti.
Pertanto, non sarebbe stato più immaginabile dovere assistere ad avvilenti piagnistei, falsati di necessità, che aggiungono al già ampiamente visto, conferme sull’esistenza di incrostazioni in profondità capaci di riprodurre ancora danni per tutti con l’affidare responsabilità onerose e serie agli esercizi funamboleschi dei praticanti pseudo-competenti. Ciò vorrebbe dire che in una Citta come la nostra di oltre 10 mila abitanti, intendiamo continuare a trastullarci nel “tira a campà”, aspettando l’arrivo di qualche provvidenza una tantum di passaggio per sopravvivere, mentre si continua a riporre nel cassetto i progetti essenziali sulla crescita complessiva dell’intero territorio.
La quasi certezza, a distanza di qualche giorno ormai dalla presentazione delle due liste - per giunta una di queste portatrice di personale politico già ampiamente sperimentato - fa avvertire malinconia e tristezza, quanto il riflesso proiettato dall’oggettivo spontaneo accostamento della nostra Città a un comune di 500 abitanti o quasi, dove il Sindaco si elegge con una manciata di voti dopo il consulto tra poche famiglie o singole persone. Guardiamoci quindi tutti negli occhi e diciamoci altisonante, chiaro e tondo che più la cerchia dei pretendenti alla prima carica comunale si restringe più si evidenzia la crisi della partecipazione democratica per la guida della Città, che mortifica soprattutto il Centro urbano, più rappresentativo per disponibilità elettorale, per targhe professionali e distintivi imprenditoriali.
Sulla carta Bagnara dispone di varie associazioni, culturali, sportive, politiche, religiose, sociali, tutte o quasi autoctone; poche, forse qualcuna, con l’idea di entrare a pieno titolo nel cosiddetto 3° Settore per mettere a disposizione del proprio Comune, il richiesto supporto di impegno civico e sociale organizzato.
Una, in particolare, tra queste associazioni, che ha assolto, a mio parere, il mandato ricevuto dai soci con rigoroso scrupolo e attaccamento al dovere è “Cittadinanza Attiva Pellegrina”, per avere dimostrato sul campo fattivi risultati, riconducibili, in particolare, ai seguenti complessi fascicoli:
1°) abbattimento delle esose tariffe sull’IMU che il Comune ha imposto per anni ai detentori di aree fabbricabili e che alla fine si è dovuto rimangiare, dopo un accanito va e vieni di infruttuosi incontri al Comune, ricorsi, sentenze favorevoli ai ricorsi, motivazioni a fil di diritto tributario e normativa catastale, con la plateale revoca e modifica finale del Consiglio Comunale; 2°) blocco lavori della discarica “La Zingara” di Melicuccà fortemente sostenuta dalla Città Metropolitana, poi battuta per superiore favorevole decisione sul terreno tecnico, ambientale e legale; 3°) doppia marcia indietro del Comune, l’ultima ordinata d’ufficio dall’ANAC proprio in questi giorni, sulla “manifestazione di interesse per l’assegnazione ad associazioni di locali di proprietà comunale da destinare a sede di attività associative”, ritenuta contraria agli interessi dell’Ente, (mentre la prima era stata fatta cadere direttamente in sede per evidente abuso di potere), per cui il Comune è stato costretto a varare due revoche per lo stesso oggetto.
Vari osservatori, io tra questi, avevano sperato che con l’entrata in scena del PD le cose avrebbero preso un verso più intonato al riequilibrio di qualche arretrato eccesso e all’idea di voler recuperare alcuni valori persi per strada, anche perché nella avocata incontestabile ristrettezza dei tempi che  non lasciava spazi ad una più ampia manovra segnatamente politica, l’alternativa opzione c’era e per giunta con le carte in piena regola per essere subito giocata, non azzardo dire con possibilità di sicuro successo, ma con onore e diritto pieno alla partecipazione.

È stata scelta invece la via più corta e più facile di porgere “il pizzino” ad altra lista - sebbene un po’ in affanno, ma già avviata - per garantirsi in caso di vittoria, qualche sedia nella futura giunta e un qualche numero in più in lista. Soddisfatto il PD e i suoi dirigenti, alti e bassi, di avere perso in un colpo solo due assessori titolari uscenti, uno dei quali organico alla sinistra per radici famigliari e per milizia attiva, i quali, scegliendo di scendere in lista con la destra rappresentata da Romeo, hanno sicuramente guastato l’animo e la festa al locale segretario del “Mai con la destra”:

Non oso insinuare dubbi di sotterranee intese per l’equa divisione della torta a scapito di qualcun altro. Ma… fatemi sentire di tutto, tranne che la C.G.I.L. di Bagnara in questa tornata elettorale si schiererà con la coalizione di centro-destra, politicamente dichiarata avversaria della sua area storica tradizionale. Ove così fosse, prendo atto, senza infingimento, che il responsabile unico C.G.I.L., Sindaco e rinomato epigono della sinistra locale, prima di lasciare, ha voluto firmare di suo diretto pugno un’altra così egregia “opera magna”, a prova autentica di intenso segno di stretta vicinanza con le antiche amicizie.
Quando pesi esosi gravano su spalle fragili, prima o poi non possiamo fare a meno di capire che è ingenuo illudersi di galleggiare su un letto di foglie secche.

Time will tell! (Chi vivrà vedrà!)

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