Mercoledi', 30 Settembre 2020
 
    Instagram         
 
Dato
 
Sostieni il tuo giornale -
Banner Panificio Caruso - Giuseppe
 

La poesia Shoah vince il Primo Premio del X Concorso di Poesia Nazionale Francesco Chirico

Prm ChircPrm ChircNello splendido Palazzo Alvaro, sede della Città metropolitana di Reggio Calabria, si è tenuta il 18 gennaio, la Cerimonia di Premiazione del X Concorso nazionale di poesia intitolato al compianto Prof. Francesco Chirico, poeta, scrittore, saggista reggino, cultore delle tradizioni locali e del dialetto reggino.

Il Premio, organizzato dall’Associazione Incontriamoci Sempre per il Volontariato, diretta dall’ attivissimo Presidente Pino Strati, ha visto tra gli ospiti illustri della serata, la consueta partecipazione del  Maestro Natino Chirico, figlio di Francesco Chirico e  pittore di fama internazionale, che contribuisce ogni anno alla realizzazione dell’iniziativa letteraria donando due sue opere ai primi classificati della sezione Italiano e Dialetto. In una sala Perri gremita di gente e di ospiti giunti da diverse città italiane per ritirare i loro premi, si è respirata un’aria di cultura e di forte emozione, sia nel momento del  ricordo del grande poeta reggino, sia in quello della lettura delle poesie vincitrici.

 Ospite d’onore della serata il musicista Mimmo Cavallaro, Presidente onorario di “Incontriamoci Sempre”, associazione che  da tempo svolge innumerevoli e importanti attività sociali e culturali su tutto il territorio reggino. Dopo l’introduzione del VicePresidente dell’Associazione, Marco Mauro, il saluto istituzionale del Vicesindaco Armando Neri e del Consigliere della Città Metropolitana delegato alla Cultura Filippo Quartuccio, sono seguiti momenti di interessante approfondimento della figura del poeta Francesco Chirico, ad opera di un suo storico amico, l’avvocato Pino Verdirame. Presente alla cerimonia anche l’Assessore Irene Calabrò.

Si è passati poi al momento della premiazione delle opere, giunte numerosissime da ogni parte d’Italia e che hanno reso  molto impegnativo il compito di selezione alla Commissione costituita da Elena Festa, Rossana Rossomando e Raffaella Imbrìaco. Vincitrici della sezione italiano, la Poesia” Shoah”di Antonio Damiano che attraverso le sue parole, a pochi giorni dalla commemorazione dell’Olocausto, ha fatto rivivere in modo intenso e drammatico, il tema della persecuzione del popolo ebreo, considerata una delle pagine più buie della storia dell’Umanità. Il poeta, prima di leggere la sua lirica si è soffermato sull’importanza della salvaguardia della Memoria in particolar modo nei confronti delle nuove generazioni, per evitare che ciò che è accaduto possa ripetersi ancora. Secondo e terzo premio sono stati attribuiti rispettivamente a Paolo Cardillo ,  con la poesia “Il sacrificio di certe mamme” e  Giuseppe Anastasi con “L’amara bugia”.

Il primo premio della sezione dialetto è andato a Magazzù  Gregorio con la poesia “ A preghiera ru piscaturi”, che ha ricostruito in uno scenario  drammatico e sentimentalmente coinvolgente, la durezza del lavoro del pescatore che nonostante le asperità del mare, mantiene con esso un rapporto di profondo e immutato amore. Secondo e terzo posto sono stati attribuiti alle poesie “A finescia” di Rocco Criseo e “Sfacelu” di Ettore Pensabene. Numerose sono state le menzioni  intitolate a personaggi illustri in campo artistico e letterario del territorio reggino, attribuite ai poeti che hanno partecipato alla kermesse. La serata è stata inframezzata dalla esibizione della  bravissima musicista Federica Albanese allieva del Conservatorio Musicale  di Reggio Calabria Francesco Cilea che ha eseguito alcuni  brani per flauto. Un ricco  ed elegante buffet offerto dalla Pasticceria La Mimosa, dalla Gelateria Cesare, dalla Pasticceria Dolce Capriccio e  dalla Pasticceria Fragomeni hanno concluso con successo la splendida serata.

 La poesia dunque è stata protagonista di un evento culturale di  notevole spessore che fa credere e sperare che  nonostante le brutture del mondo, ci sia uno spiraglio di salvezza per il genere umano. Il Grande poeta Aldo Palazzeschi a tal proposito scriveva:  muoiono i poeti, ma non muore la poesia, perché la poesia è infinita come la vita.