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Ritrovato il “bozzetto della Crocifissione” del pittore romano Primo Panciroli

Bozzetto CrocifissioneBozzetto CrocifissioneEra stato dato per disperso. Fortunosamente, è stato recuperato, completando così la raccolta dei bozzetti dei 15 Misteri del Rosario preparati per gli affreschi realizzati nella chiesa di Bagnara tra il 1921 ed il 1924. Ricorrendo il centenario, notizia più bella non poteva raggiungerci. Misura 93 per 35 cm.

Il bozzetto conferma che l’idea su quanto poi rappresentato nella tela a tempera posta nel transetto della chiesa del SS. Rosario. Questa idea era ben chiara tanto da non indurre in ripensamenti o aggiustamenti come già capitato. La sua bellezza, consistente nel turbinio della scena rappresentata e nei tratti essenziali dei concetti raffigurati, assicurano la convinzione sulla certezza della completezza scenografica.

Qui il Panciroli, rispetto alle raffigurazioni tradizionali del crocefisso, che da solo catalizza l’attenzione, allarga la visuale e sembra, invece, concentrarsi sul contesto, risolvendo, nella sua tela, più tematiche.

Ricordo che la rappresentazione sulla crocifissione è generalmente realizzata su tele che si sviluppano in altezza, facendo concentrare l’attenzione sul soggetto protagonista e vittima dell’avvenimento, per accentuare i patimenti fisici e mentali del condannato. Situazioni che nel tempo hanno consentito la realizzazione di altissimi capolavori: Giotto, Michelangelo, Reni, Prud’hon, Munch, Picasso, D’Alì, Chagall, solo per citarne alcuni.

Siamo al momento del trapasso e il maestro Panciroli non rappresenta fotogrammi ma azioni.

Un Dio che si dona al mondo, in sacrificio per la salvezza di tutti gli uomini: una morte cruenta, fisica, dolorosa, ma grazie ad essa l’uomo, seppellito dal peccato, viene invece, redento in virtù del sacrificio. L’arte non ha saputo resistere ad un simbolismo così potente e sin dai primi secoli ha rappresentato l’evento.

Viene affermato che l’entrata del crocifisso nell’arte si può far risalire al IV secolo eda allora avrà una rapidissima evoluzione. Si ritiene che la prima rappresentazione di crocifissione sia quella intagliata su un pannello della Porta della Basilica di Santa Sabina sull’Aventino a Roma, risalente al 432.

Riprendo le osservazioni trascritte nel mio primo volume pubblicato nel 2021 sugli affreschi del Panciroli nella chiesa del Rosario e rimando il lettore a leggerne gli ulteriori aspetti ed approfondimenti.

La scena del bozzetto e poi della tempera è corale, i colori quasi assenti: i ladroni sono morti e le loro croci si inchinano al cospetto del Cristo.Gli aguzzini sono fuggiti, lasciando la scala in terra. La natura sta ribellandosi: il cielo sempre più sta chiudendo l’ultimo bagliore di luce. Al centro, comunque, il Cristo in croce.

Resistono al sommovimento, con devozione e disperazione, ai piedi della croce, cinque donne afflitte con Maria, delle quali una in ginocchio.

Sulla sinistra di Gesù, in lontananza, Gerusalemme, appena percettibile, schiacciata da un cielo plumbeo. Alla sua destra il Panciroli esegue una raffigurazione nuova, ardita: inserisce nella tematicail conflitto dell’Apocalisse 12 di Giovanni con i due arcangeli che lottano contro i draghi.

La croce sembra sprofondare, tale è l’abominio compiuto. Ai suoi piedi un cranio, è quello di Adamo, il primo uomo. Il Golgota, ossia colle del Teschio, sul quale fu crocifisso Gesù, si chiamava così perché si diceva che vi fosse stato sepolto il cranio del primo uomo, ed è quale parallelo con la scena del peccato originale nella Genesi: un albero della scienza del bene e del male, un uomo di nome Adamo e una donna di nome Eva che, nel giardino o monte dell’Eden, spinti dal diavolo rovinano l’umanità, perdendo la grazia santificante; nel Nuovo Testamento abbiamo un nuovo Monte (il Calvario) un nuovo albero (la Croce) un nuovo Adamo (Cristo) ed una nuova Eva (Maria), che con l’aiuto di Dio e l’avversione del diavolo e della sua discendenza (il sinedrio) riscattano o ricomprano ciò che era stato perso nell’Eden.

Il peccato dei progenitori ora viene purificato dal sangue del Cristo. Il suo sacrificio diviene è testimonianza del grande amore di Dio Padre per l'uomo, attraverso il Figlio, che ha lavato con il suo sangue i peccati del primo Adamo

È una rappresentazione portentosa, nuova e a mio avviso mai tentata.Questo ritrovato bozzetto e soprattutto la tela meritano, ammirazione e tutta una attenzione particolare che aggiunge ulteriore valore a questo artista.

Resta il rammarico che a tutt’oggi non sia stato possibile organizzareun evento che ricordi il centenario della venuta a Bagnara Calabra nel 1921 del maestro Primo Panciroli, nato a Roma il 2 giugno 1875 e morto ad Acireale il13 settembre 1946.

La tela nella chiesa è firmata e datata 1924 ed è l’unica, fra le tempere, a non essere attribuita a devozione, come a farci intendere, credo, che è tutta sua la visione e l’interpretazione della crocifissione del Cristo !

Antonino Pasquale Calabrò