Mercoledi', 30 Settembre 2020
 
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Bisogna essere più intelligenti!

Porto Bagnara 1Porto Bagnara 1Portodi Bagnara Calabra - Giorni fa mi sono trovato con alcuni amici a mangiare una pizza e fare poi quattro passi al porto di Bagnara. Io sono un frequentatore abituale del porto, mentre i miei amici ci vengono raramente, anche perché alcuni di loro vivono fuori.Questo mi ha permesso di guardarmi attorno con un nuovo punto di vista. Da subito i miei amici hanno notato che la situazione appare nettamente migliorata rispetto allo scorso anno, eppure non hanno potuto fare a meno di sottolineare come la pulizia e lo stato generale del luogo non siano ancora per nulla sufficienti. E facciano il pari con l’incuria visibile anche in altre zone del paese.

Continuiamo a passeggiare, facendo quattro chiacchiere. Per lo più mi ritrovo a rispondere al più acuto dei miei amici che, indicando alcuni dei problemi più evidenti che ci stanno attorno, pone in realtà delle semplici domande su cause e possibili soluzioni. Sulla base della mia esperienza di vita vissuta in paese, riesco a rispondere ad alcune di queste domande. Alle altre, anche se la soluzione sembra logica e a portata di mano, non sono in grado di rispondere. Complice anche un’amministrazione comunale il cui modus operandi è spesso imperscrutabile.

Analizzando gli interrogativi con un po’ più di attenzione, le soluzioni sembrano quasi banali. E per questo ho sentito l’esigenza di confrontarmi con i miei concittadini, e se mi leggeranno con la nostra Amministrazione, per sapere se anche loro non sono convinti che si possa fare di più per il porto di Bagnara, e anche senza troppo sforzo.

Le problematiche emerse si potrebbero riassumere così:

  • Porto Bagnara 3Porto Bagnara 3Container sotto sequestro: all’interno del piazzale si nota un container blu che sembra essere pieno di rifiuti. Stando a quanto mi risulta, è stato posto sotto sequestro dalle autorità circa 5/6 anni addietro con la vecchia gestione del porto. Il mio amico chiede perché il container continua a rimanere sul posto con tutte le conseguenze del caso (sanitarie e logistiche) e non sia stato preso un provvedimento per smaltirlo. Quando sarà dissequestrato e portato via? Chi lo deve fare?
  • Distributore di carburante:il distributore di carburante del porto di Bagnara non è ancora in funzione, nonostante quest’anno i pontili, in qualche modo, siano stati comunque gestiti. Per questa ragione, i diportisti sono obbligati a fare la spola dal distributore con taniche di carburante, mentre i pescatori devono fare rifornimento a Messina o in altri porti. Ho parlato con alcuni dei soggetti interessati alla questione e mi hanno detto che le autorizzazioni doganali sono pronte, ma che manca l’agibilità della banchina causa interramento della zona del rifornimento ed interdetta alla navigazione. Il lavoro da fare sarebbe asportare (o sparpagliare sul fondale) una cinquantina di metri cubi di ghiaia e sabbia. Lavoro relativamente semplice, ma mancano le autorizzazioni ad effettuarlo. Il mio amico, stupito,si chiede perché tardino queste autorizzazioni. Chi le deve rilasciare? E quando le rilascerà?
  • Fabbricato sequestrato: ai bordi del marciapiede, lato terra, si notano due prefabbricati (usati a mo’ di ufficio dal gestore del porto). Uno di questi è stato posto sotto sequestro dalle autorità. Si dice che sia stato semplicemente spostato senza autorizzazione. Dopo pochi giorni, accanto al prefabbricato sequestrato ècomparso un altro prefabbricato più grande, questa volta credo con la necessaria autorizzazione. Oggettivamente, a me e al mio amico sfugge la logica: non capiamo perché non sia stata punita con un semplice verbale la mancata richiesta di autorizzazione o, in alternativa, perché non sia stato obbligato il gestore a togliere il primo fabbricato. Che senso ha tenere occupata un’area che può essere utilizzata per altre cose? A che serve il sequestro?
  • I presunti carrelli: qualche settimana fasono venuto a sapere che le forze dell’ordinehanno minacciato il sequestro dei “carrelli” utilizzati per appoggiare le barche a secco in quanto privi di targa ed assicurazione. Il codice della strada prevede infatti che un carrello stradale debba essere munito di entrambe. Tuttavia la maggioranza dei carrelli che sono nel piazzale del porto non sono carrelli stradali, bensì semplici “invasi” su cui poggiare le imbarcazioni caricandolecon la gru. Alcuni, per comodità di spostamento, sono dotati di ruote, ma sicuramente non sono carrelli stradali e non circolano per le strade. Meno male che la situazione è stata infine chiarita. Sentendo il racconto di questa storia, il mio amico è rimasto perplesso e mi domanda come mai, a fronte di tante situazioni ancora irrisolte al porto, le autorità preposte si siano interessate proprio ai presunti carrelli, facendo per altro un buco nell’acqua.
  • Porto Bagnara 2Porto Bagnara 2Un cimitero di barche: la cosa strana che salta all’occhio, sempre secondo il mio amico, è che le varie autorità sembrano in qualche modo attente al porto di Bagnara (escluso l’ente proprietario, ossia l’amministrazione comunale), ma nessuna sembra essersi accorta dei rottami e dei rifiuti che realmente insistono sul sito e dalla scarsa manutenzione in generale. Saltano all’occhio le numerose le imbarcazioni e i pescherecci ormai demoliti e cancellati dai registri, per i quali -almeno a nostra conoscenza- nessun provvedimento è stato preso. Una parte del porto è praticamente un cimitero di barche. Chi li deve smaltire e quando?
  • Il molo a rischio: dopo l’ultima mareggiata, la struttura del porto risulta consentita (varco soffolto sulla parete esterna e parziale crollo dello spigolo esterno del molo). Come ben si sa, quando una struttura marittima presenta un punto debole, la prima mareggiata inizia l’opera di demolizione. È d’esempio, in proposito, quanto accaduto alla strada di salita alla torre (campetto di calcio) che,dopo un parziale cedimento del muro, dopo pochi anni di totale incuria il mare ha continuato la demolizione del muro, si è portato via il campetto e parte della strada con conseguente amplificazione dei costi di ripristino. Il mio amico, ancora una volta, mi chiede se il Comune, che ha la responsabilità di operare sul porto, abbia preso sul serio la faccenda del molo, soprattutto a fronte del fatto che l’attività di pesca è la principale risorsa del paese. Anche per quest’ultima domanda non ho risposte ma non gli nascondo la mia preoccupazione: se cede il molo esterno il porto finisce e chissà quando Bagnara avrà un altro porto!

Insomma, si è fatto tardi ed è ora di andare a dormire. Le domande sono semplici, ma nessuno di noi riesce a dare una risposta che giustifichi l’inerzia di fronte a certe situazioni. Abbiamo la sensazione che in qualche caso non si operi in modo da garantire la legalità e lo sviluppo del territorio, seguendo una logica di progettualità; ci sembra, piuttosto, ma che l’amministrazione comunale si disinteressi totalmente e che le autorità se ne occupano solamente con qualche intervento occasionale, e per lo più dimostrativo, quasi a voler ricordare di esserci, facendo avvertire così il proprio “potere”.

Una seconda ipotesi, suggerita da un altro dei miei amici, è che questi inspiegabili disservizi dipendano dalla complessità e dal numero eccessivo di leggi: leggi forse difficili da comprendere e da applicare, non solo per i comuni cittadini, ma anche per le Amministrazioni meno esperte.

Non sappiamo quale sia la risposta giusta, ma concordiamo unanimemente di non essere in grado dicomprendere certe situazioni per le quali evidentemente bisogna essere “più intelligenti”.

Francesco Gioffrè