Sabato, 8 Agosto 2020
 
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Bene la ricerca applicata alla pesca, ma non sono più rinviabili azioni a sostegno da parte della Regione per ripartenza dei piccoli pescatori

Piccola pesca costiera - Ph. Salvatore Martilotti APiccola pesca costiera - Ph. Salvatore Martilotti ALa Calabria, regione dalle profonde contraddizioni, insieme al cuore dei calabresi ha la fortuna di avere un mare meraviglioso con colori suggestivi e aggiungerei anche pescatori laboriosi che svolgono l’attività con grande passione, anche se sono abbandonati al proprio destino. E poi la fortuna di avere anche un mare meraviglioso che, a volte, quando sei seduto sulla spiaggia di porta lontano da tutto, anche da un’informazione utilizzata esclusivamente per attirare l’attenzione di un settore in ginocchio che non riesce a ripartire per la mancanza di strumenti a sostegno, in particolaremancanza di liquidità a fondo perduto così come hanno fatto altre Regioni.
 
Ma, al momento, - dichiara Salvatore Martilotti, presidente del Comitato Pescatori Calabria - anche per una questione etico-morale, è opportuno chiarire notizie provenienti dalla Regione Calabria e dirette, soprattutto, ai piccoli pescatori, che a noi sembrano non molto adeguate alla crisi in atto ed anche perché fanno parte del programma FEAMP. Ci riferiamo alla notizia che la Regione, nell’ambito del PO FEAMP 2014-2020 ha pubblicato il BANDO MISURA 1.40 PAR. 1 LETT. D), E) F), G) "Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili " con il termine ultimo per la presentazione delle domande al 27 luglio 2020.Da parte nostra – continua Salvatore Martilotti - apprezzamenti per il varo del bando, come da programma FEAMP, per la raccolta di dati per l’eventuale decollo di un piano di gestione di una risorsa pesca rilevante, sul piano economico, sociale e occupazionale.
 
Bene l’impegno dell’assessore, ma attirare l’attenzione dei diretti interessati verso una probabile soluzione di una vecchia questione che l’Unione europea ha bloccato dal 2011, non può sembrare fuorviante sia per le attese che per la grave crisi in atto nel settore che conta tanti piccoli pescatori che non riescono a far ripartire la loro attività al tempo del Covid-19? Al momento, con molto realismo, i 200 mila euro di dotazione finanziaria del bando raccontano che siamo in presenza di un semplice progetto di ricerca che, in fondo, andrà a sostenere solo qualche istituto di ricerca che parteciperà al bando regionale. Certo è un passo in avanti coinvolgere la ricerca applicata alla pesca. Tuttavia, siamo ancora lontani dal ritornare a svolgere attività di pesca tradizionali che rappresentano l’identità, la cultura e la storia gastronomica legata al mare di tante Comunità costiere della nostra Regione.
 
E pur in presenza di un’azione certamente positiva dell’assessore agricoltura e pesca, l’assessore comprenderà che oggi la piccola pesca è alle prese con la ripartenza dopo la grave emergenza sanitaria e, contestualmente al bando varato, ci saremmo aspettati azioni a sostegno per i pescatori costieri artigianali, a partire da risorse a fondo perduto così come ha fatto la vicina Regione Campania. A nostro parere, prioritariamente, per rispetto dei tanti piccoli pescatori della pesca costiera artigianale e delle loro famiglie, innanzitutto era ed è necessario impegnarsi per varare con urgenza azioni a sostegno dei pescatori artigianali, ma anche rifinanziare la legge regionale di settore(L.R. n.27/2004) per attivare l’accesso al credito dei pescatori attraverso “l’Agenzia per il credito” così come prevede la legge di settore. Inoltre, ci permettiamo di suggerire che, per i problemi connessi alla ripartenza dell’attività, sarebbe anche cosa gradita prevedere di convocare la “Consulta regionale della pesca” per coinvolgere direttamente i pescatori al fine di un confronto diretto con la categoria per analizzare insieme alla Regione la profonda crisi che ha messo in ginocchio il segmento più rilevante della pesca calabrese e, magari, pensare di come attivare gli strumenti necessari per sostenere un antico mestiere a cui la Calabria non può rinunciare.
 
I pescatori costieri artigianali, se coinvolti, potrebbero suggerire ulteriori proposte che la Regione potrebbe far decollare per la ripresa dell’attività al tempo del post-Covid-19. In fondo non chiediamo la luna, - conclude Salvatore Martilotti - chiediamo solo di sburocratizzare un settore che viene raccontato da soggetti terzi e non dalla voce dei protagonisti. Oggi per la crisi in atto sarebbe un atto di grande responsabilità coinvolgere direttamente i pescatori costieri artigianali. E se così sarà, forse, si potrebbe invertire rotta per creare le condizioni della ripresa dopo l’emergenza sanitaria, ritornare ad una gestione ordinaria e, soprattutto, far decollare strumenti da parte della Regione per accompagnare il cambiamento in atto, magari attraverso la diversificazione e l’innovazione, e assicurare così un futuro alla pesca costiera artigianale della nostra Regione.