Domenica, 29 Marzo 2020
 
  
  
  
 
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Escursionismo e sviluppo. Il problema delle risorse naturali e culturali

geageaPer alcuni è una semplice passeggiata all’aria aperta. Per altri èuna opportunità di socializzazione. Per molti è l’occasione di avventurarsi lungo itinerari e luoghi sconosciuti,con il desiderio di conoscerne e apprezzare emergenze naturali, ambientali, storiche e antropologiche.

Questo è il trekking, fenomeno sociale e culturale che coinvolge un sempre maggior numero di escursionisti di ogni età, in grado di rivitalizzare l’economia dei territori che per tempo si sono attrezzati. Grazie alle Associazioni, impegnate da decenni nella promozione della pratica dell’escursionismo, sono sempre più numerosi gli appassionati che percorrono in lungo e in largo la Calabria, finalmente meta ambita di escursionisti provenienti dall’Italia e dall’Europa. Sopportano a denti stretti i disagi del viaggio verso il Sud, la totale assenza di mobilità, la carenza di adeguate infrastrutture, ma mal sopportano l’impossibilità di visitare siti di particolare interesse culturale, oggetto di offerta turistica, disseminati lungo il cammino prescelto.

L’esperienza, la conoscenza diretta del fenomeno, l’essere punto di riferimento per quanti decidono di trascorrere le vacanze verdi in Calabria, ci inducono ad esprimere la nostra preoccupazione per il futuro del turismo naturalistico nei nostri territori. I beni naturali e culturali sono il perno attorno al quale ruota il sistema d’accoglienza di una determinata località. Gestirli male, o non gestirli affatto, vanifica ogni possibilità di crescita economica e sociale. Siamo stati sul “tracciolino”, che meriterebbe una più puntuale manutenzione, e abbiamo proseguito la nostra escursione lungo i panoramici sentieri che dalle pendici del Monte S. Elia scendono verso il mare.A Casa Repaci, chiusa e senza indicazioni per il turista/escursionista, ci hanno colpito il senso di abbandono e gli evidenti segni di incontrollato vandalismo. Nessuna indicazione, poi,per le grotte di Tràchina, al cui interno sono stati rinvenuti reperti databili all'età del bronzo e al periodo ellàdico.

Più avanti, chiusi al pubblico, la Chiesa di San Fantino e il Parco archeologico dell’antica città di Taureana.

Abbiamo concluso la nostra escursione sulle rive del Tirreno e ci siamo interrogati sul perché un itinerario così interessante, che non ha nulla da invidiare ai più celebrati itinerari italiani che si affacciano sul mare, che non richiede per il suo mantenimento risorse significative, sia poco considerato se non ignorato da chi dovrebbe farne un attrattore per i numerosi appassionati che amano camminare per conoscere.

Se poi si considera che il tratto percorso è parte di un più vasto e importante cammino, denominato “Aspromonte da Costa a Costa”, individuato e recuperato fisicamente e culturalmente dal GEA – Gruppo Escursionisti d’Aspromonte;che l’itinerario collega, in cinque tappe di complessivi 90 km., la località Pietre Nere di Palmi, sul mar Tirreno, alla Villa romana di località Palazzi di Casignana e alla spiaggia dello Ionio;che l’itinerario è percorso regolarmente, a partire da maggio, da escursionisti provenienti dall’Italia e dall’Europa, ci siamo chiesti come sia possibile che l’infrastruttura non abbia suscitato la curiosità e l’interesse di nessun amministratore dei territori attraversati dal cammino.

Questa breve nota non è e non vuole essere una sterile e inutile critica. Vuole essere, piuttosto, l’occasione per una riflessione sulla urgente necessità di individuare e valorizzare le risorse naturali e culturali del territorio, di definire i servizi necessari alla loro corretta fruizione, di realizzare una adeguata rete di accoglienza, da non confondere con la tradizionale ospitalità che non verrà mai meno.Sono queste le basi sulle quali si costruisce lo sviluppo.

Sandro Casile

Presidente GEA – Gruppo Escursionisti d’Aspromonte