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BAGNARA CALABRA Rocco Fedele lascia la maggioranza

  • Categoria: Politica

Rocco FedeleRocco FedeleDi seguito l'intervento di Rocco Fedele nel Consiglio comunale di ieri.

Da bambino ho avuto la fortuna di crescere in un luogo generativo e creativo:la falegnameria di mio padre. Da bambino quel luogo era per me un luogo quasi magico, dove si potevano creare cose belle!Qui, oltre che l’arte della pazienza e il valore del lavoro personale e cooperativo, ho imparato come una tavola grezza, anche la più dura e nodosa, possa diventare un capolavoro.

Quando due anni fa ho scelto di candidarmi nella lista “Insieme per un futuro” l’ho fatto con gioia e con la voglia di mettermi in gioco per la mia Bagnara. Volevo portare dentro l’amministrazione i miei valori, le mie competenze, le mie idee e il mio entusiasmo. Volevo e continuo a voler condividere quanto detto senza la presunzione di poter imporre nulla a nessuno.

Questi due anni per me sono stati una palestra, di fatiche, di impegno, di confronto e dibattito, elementi essenziali per intessere un buon progetto politico, che abbia a cuore i cittadini ed il bene comune, proprio perché consapevole di come la politica possa essere la più alta forma di carità!

Una campagna elettorale è portatrice sana di inevitabili entusiasmi ed è bene che sia così! Ma la campagna elettorale ha un tempo limitato, e se si vince insieme lo si fa per poi poter e saper amministrare insieme, nella necessaria condivisione di valori comuni, che possano andare oltre le visioni diverse e differenti, a partire dal primo valore necessario del corretto utilizzo dei “toni”. I cittadini meritano oggi una classe politica che possa dialogare in modo costruttivo, franco, leale … e gentile!

Troppo spesso mi sono sentito dire “O si fa come dico io o andiamo tutti a casa!”, espressioni che difatto, e a parer mio, non lasciano intravedere interesse per la cosa comune; espressioni che evidenziano atteggiamenti tipici di chi rimane autocentrato tra i propri bisogni. Un tale modus operandi è però distante dal mio modo di intendere la politica nell’accezione più alta e generativa del termine.

Ciò nonostante ammetto di aver avutola fortuna di incontrare colleghi con i quali ho condiviso momenti belli e di confronto costruttivo, ma non posso negare altrettante fatiche nell’interloquire con altri. Sarà probabilmente anche mia responsabilità, ma la politica è fatta di interlocuzione altrimenti si finisce per imbastire sterili soliloqui.

In quella falegnameria come dicevo, ci sono cresciuto, sono stato bambino, poi ragazzo e ancora giovane e ho imparato un’altra cosa. Che non tutte le tavole sono uguali. Il legno ha caratteristiche diverse a seconda dell’albero dal quale proviene. E per fare manufatti robusti serve del legno buono e resistente. Allo stesso tempo, a mano a mano che l’età adulta sopraggiungeva, ho iniziato a capire che la sola qualità dei materiali e le buone maestranze, da sole, non bastano a realizzare manufatti di pregio. Per arrivare a ciò servono soprattutto degli spazi ampi tali da consentire alle maestranzedi poter procedere senza troppi ostacoli in quel processo di assemblaggio delle varie componenti che devono essere levigate, stuccate, rilevigate, smontate, verniciate e solo successivamente rimontate, poste in opera e consegnate al committente.

La falegnameria è stata per me una scuola parallela alle scuole frequentate e che mi hanno permesso di formarmi come uomo e come professionista. Ogni insegnamento ricevuto da mio padre e dagli altri maestri incontrati, fino ai docenti ed ai professori che mi hanno educato, sono insegnamenti che porto sempre con me nella vita politica e in quella di ogni giorno.

Purtroppo lo spazio politico che credevo inizialmente di poter avere è venuto lentamente a mancare. Non voglio accusare nessuno, né tantomeno puntare il dito alla ricerca di un capro espiatorio. Ma di questa situazione sono obbligato a prenderne atto, con e per senso di responsabilità.

Per questo motivo oggi dichiaro di uscire ufficialmente dalla maggioranza e per correttezza, contestualmente, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Presidente della prima commissione consiliare permanente nel rispetto dell’indicazione all’interno della stessa quale componente del gruppo consiliare “Insieme per un futuro”.

Con rammarico, ma farò spazio.

Continua però il mio percorso politico al servizio della comunità che mi ha eletto e, sgombrando il campo da qualsiasi equivoco, preciso sin da subito che questa mia decisione non implicherà come necessaria conseguenza il passaggio ad altro gruppo consiliare: la mia sarà una posizione autonoma ed indipendente. Ciò lo ritengo essenziale perché quello spazio necessario alla costruzione di idee non intendo, in questa fase, barattarlo con nessuno; semmai sarà un contributo che da qui a breve verrà messo a disposizione di chi è chiamato a governare e sarà accompagnato dalla nascita di un soggetto politico nuovo (che assieme ad altri amici abbiamo deciso di chiamare “Ogni giorno Bagnara”) aperto a quelle esperienze di cittadinanza attiva che intendono far sentire la propria voce e soprattutto vogliono che la stessa abbia una eco all’interno dei banchi del nostro consiglio comunale.

Avrò finalmente la libertà di votare in consiglio secondo coscienza e cercherò di utilizzare questa libertà con parsimonia e senso del dovere. Oltre gli steccati, infatti, continua ad esserci il bene comune e la comunità nella quale sono cresciuto, che amo e che vorrei contribuire a migliorare.

Rocco Fedele fa un passo di lato (non un passo indietro). Il mio è un passo tipico di chi vuole serenamente lasciare spazio. Auguro a maggioranza ed opposizione un buon cammino. Sarò un ascoltatoredi tutte le istanze che i miei concittadini vorranno sollecitarmi e cercherò di costruire di volta in volta delle proposte nell’interesse esclusivo dei cittadini onesti e laboriosi di questa comunità, in ascolto delle nuove generazioni e di quanti si sentono o rimangono ai margini, perché esclusi, convinto sostenitore di una necessaria giustizia sociale, sempre pronto a dialogare con le componenti politiche interne al nostro civico consesso. La politica sarà sempre per me spazio di generatività, spazio vitale, per continuare a realizzare capolavori, nel senso più letterale del termine. E che cos’è un capolavoro se non il primo lavoro che ogni apprendista, in epoca medievale, era chiamato a fare dopo il suo tempo di apprendistato, era un’ opera che era frutto di un percorso lungo fatto sempre di passione e dedizione!

Farò il falegname in politica continuando a lavorare con passione e dedizione. Certamente potrò incorrere in errori, come è umano che sia, ma ciò che mi è più a cuore è poter tornare a sera a casa e potermi dire comunque fiero di quella stanchezza propria di chi non si risparmia, di chi non cede al compromesso della necessaria accettazione, di chi non si impone ma continua ad esporsi e a proporre in maniera franca, schietta e disinteressata da logiche altre, di chi rimane libero, di chi lavora senza arrogarsi diritti, capace di far forza solo sulle idee, sui progetti e sui programmi. Libero di poter tornare ogni sera a casae di poter mostrare il mio volto sincero e le mie mani laboriose a mio figlio, così come faceva mio padre con me. E vorrei che un giorno mio figlio possa essere libero di fare altrettanto e possa innamorarsi del bello… a partire dalle idee e dalle parole, uniche vere armi sulle quali farsi forza.

Grazie a tutti per l’ascolto e buon lavoro.